in ,

Calcio estero, Marco Ragini intervista esclusiva all’allenatore dell’Ujana: “Vi racconto la mia Africa”

Da San Marino all’Africa la strada è davvero lunga ma per chi ha girato mezzo mondo spiegando ai ragazzi come rincorrere il pallone ormai le distanze sono misure relative. Marco Ragini è un’allenatore giramondo: partito dal Monte Titano, vanta esperienze in Svizzera, Lituania, Slovacchia, Olanda fino al salto nella Repubblica Democratica del Congo dove attualmente guida l’AC Ujana, squadra di Kinshasa che dopo le prime giornate sta dominando il campionato. Abbiamo intervistato mister Ragini per farci raccontare della sua esperienza in Africa e dell’ambizioso progetto del club che l’hanno scorso ha stupito alla Viareggio Cup.

Ragini intervista Ujana Africa

Dall’Europa all’Africa, un salto importante. Come è stato l’impatto con questa realtà?
“Molto forte. Questa è una palestra di vita, ogni giorno raccolgo qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Il lato sportivo è importante ma è dal punto di vista umano che ci si arricchisce maggiormente, è un piacere parlare con le persone, hanno un’energia incredibile nonostante la vita difficile che affrontano tutti i giorni.”

Ha scelto un contesto completamente diverso, cosa l’ha spinta ad accettare la proposta dell’Ujana?
“La società mi ha cercato consapevole della mia esperienza internazionale e non ci ho pensato su molto. C’è una struttura molto solida, il presidente Alain Tzepuk è un grande conoscitore di calcio e ha messo tutto se stesso dentro questo progetto. Questo mi ha colpito molto. C’è ambizione e voglia di far crescere i ragazzi in un contesto importante. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli, dal progetto tecnico alla direzione sportiva, il tutto curato da un vero esperto del settore come Rino D’Agnelli. L’Ujana è una realtà molto importante per questo paese.”

img_5510

Allenatore ma non solo, qual è il suo ruolo all’interno dell’Ujana?
“Sono impegnato su tre fronti. Oltre alla prima squadra mi occupo della formazione di circa 60 allenatori e dell’Academy che conta su 3500 giovani. Seguo con loro la preparazione dei ragazzi e li aiuto a completare il loro percorso come allenatori.” 

Il calcio africano è stato ed è tutt’oggi fucina di grandi talenti, cosa può fare in questo senso l’Ujana?
“Questa è una delle migliori scuole del Congo, ha tutte le carte in regola per diventare grande. Qui ci sono ottimi talenti che attendono di fare il salto di qualità, tanti ragazzi con grande tecnica che tuttavia hanno ancora tanto da imparare. Non è facile adattarsi al calcio europeo, hanno bisogna di esperienza internazionale per farsi trovare pronti.”

In questo senso la Viareggio Cup può fare al caso vostro.
“Il Torneo di Viareggio è una vetrina molto importante, lo scorso anno l’Ujana ha stupito tutti. Quest’anno sarà importante confermarsi e sfruttare questa vetrina per mettere in mostra i nostri gioielli. Alcuni di loro già militano in prima squadra e stanno ben figurando in campionato.”

Ragini intervista Ujana Africa

Campionato che tra l’altro state dominando, il titolo è l’obiettivo minimo?
“La stagione è appena cominciata ma ci sono basi importanti. Si sa, nel calcio non si possono fare i conti così presto ma vogliamo essere protagonisti. La squadra è molto giovane ma ha le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano. Staremo a vedere dove riusciamo ad arrivare.”

Per fare il grande salto l’Europa è un modello da seguire a tutti i costi?
“Sicuramente bisogna rivolgere lo sguardo alle realtà vincenti europee ma la cosa fondamentale è mantenere la tradizione locale. In campo si avvicendano tanti tecnici ma la squadra è un patrimonio di tutti. L’Athletic Club Ujana è una squadra di formazione, la direzione da seguire è chiara e il progetto portato avanti sta dando grossi risultati. Sono sicuro che presto sentiremo parlare sempre più spesso di questi ragazzi.”

img_5509

 

 

 

 

 

 

MORTE MARIO BIONDO NEWS

Morte Mario Biondo news moglie: “Ricerche video a luci rosse”, ecco il tweet di mamma Santina

Malagò Roma 2024 candidatura

Olimpiadi Roma 2024, il Coni ritira la candidatura: ecco le parole di Malagò