di Valeria Panzeri in , ,

Cannes 2017: Almodovar inferocito per i 2 film di Netflix in concorso, scontro epocale tra passato e futuro


 

Tensione al Festival di Cannes 2017 a causa della presenza di due opere in concorso targate Netflix che non verranno distribuite al cinema e Almodovar minaccia di non premiarli

Il progresso ha bussato alle porte di Cannes 2017 e il direttore del Festival Thierry Fremaux gli ha spalancato la strada salvo poi tornare sui suoi passi. La tensione, a causa delle due pellicole in concorso prodotte da Netflix che non passeranno in sala ma saranno distribuite direttamente sulla celebre piattaforma, è palpabile. Pedro Almodovar, presidente di giuria, è sul piede di guerra in quanto trova inconcepibile questa nuova modalità di fruizione cinematografica e ha tuonato: “Io non posso concepire che la Palma o un altro premio siano dati a un film che non si può vedere in sala. Non è che io non rispetti le novità, anzi, sono a favore del nuovo. Ma devo difendere il cinema. Molti giovani non conoscono la capacità di ipnosi che ha un grande schermo sullo spettatore. Il film non deve essere più piccolo della sedia su cui siamo seduti. Bisogna avere la sensazione di essere umili, e piccoli, di fronte alla storia che viene raccontata.”

A questo punto Fremaux ha annunciato la retromarcia: l’anno prossimo a Cannes concorreranno soltanto film la cui distribuzione passerà esclusivamente dalla classica sala cinematografica. Ormai, però, ci sono due opere in corsa quest’anno – selezionate proprio dal direttore – che in questo clima rischiano di essere penalizzate dopo l’asserzione di Almodovar che ritiene “inconcepibile” che un film non pensato per il cinema possa vincere alcun premio. A bilanciare la posizioni del regista spagnolo è stata la voce di un altro giurato di grande spicco, ovvero il superdivo planetario Will Smith: “Non ci vedo niente di male nel fatto che i ragazzi di sedici o vent’anni vedano su Netflix delle serie tv o dei film che non si immaginerebbero mai di conoscere, film che magari vengono da mondi lontani diecimila chilometri. E quegli stessi ragazzi vanno in sala un paio di volte alla settimana. Vedo quello che succede in casa mia, con i miei figli. Vedere tanti film online permette una migliore comprensione del cinema mondiale”. 

Quali sono quindi le pellicole dello scandalo? Si tratta di “Okja” di Bong Joon-ho e “The Meyerowitz Stories” di Noah Baumbach. Non è da escludere che la provvidenziale difesa di Will Smith verso Netflix sia stata caldeggiata, se non incentivata, allo scopo di garantire una premiazione bilanciata dopo le minacce di Almodovar.

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