in

Carlo Vanzina morto, quella carezza al fratello Enrico da brividi: “Una fucilata al cuore”

La morte di Carlo Vanzina ha stravolto il mondo del cinema italiano. Nella giornata di ieri la notizia della scomparsa del regista 67enne ha lasciato attoniti tantissimi attori, amanti del cinema e professionisti del settore: commosso il ricordo di Christian De Sica, Diego Abatantuono, Edoardo Leo e tantissimi artisti che hanno conosciuto il Vanzina jr. anche solo per una sporadica collaborazione. Ma tra tutti, il ricordo più intenso e commosso è senza dubbio quello di Enrico Vanzina, fratello maggiore di Carlo. Lunghissimo il suo messaggio per dire addio al fratello. E uno di questi passaggi mette davvero i brividi. “Per me, Carlo era tutto. Era mio fratello, era il mio migliore amico, era il mio confidente e io il suo, era il mio alter ego nel lavoro. Siamo stati insieme praticamente tutti i giorni della nostra esistenza, prima da piccoli, poi da adolescenti, poi lavorando insieme. Carlo è stato il mio passato ed era il mio futuro. Essendo il fratello maggiore ho provato a proteggerlo per tutta la vita.”

Leggi anche: Tutti i film di Carlo Vanzina

Carlo Vanzina malattia, il ricordo del fratello Enrico mette i brividi

Enrico Vanzina ricorda Carlo, alle prese nelle ultime settimane con la terribile malattia. “Pochi giorni prima che la sua malattia peggiorasse, anche se affaticato dalle cure, veniva ancora in ufficio a lavorare. Una mattina, mentre stavamo inventando la scena di un nuovo film, si è messo a fissare il vuoto. Nello studio è calato un silenzio infrangibile. Poi lui si è alzato, è venuto vicino a me, mi ha accarezzato lievemente la testa e mi ha detto. ‘Stai tranquillo, io ho avuto una vita meravigliosa’. Per me è stata una fucilata al cuore. Era il suo addio prematuro. Dolce, come lo era lui. Rassicurante, come lo era lui. Forse è stata la più bella battuta che ha mai inventato”.carlo vanzina morto

Carlo Vanzina, il ricordo di Enrico: “Un signore eccezionale”

“Nel privato, Carlo è stato un marito e un padre meraviglioso. Nel lavoro, Carlo è stato un formidabile regista. Io, che ho lavorato anche con altri grandissimi autori, vi assicuro che lui, per delle sue doti innate, come Sugar Ray Robinson, o Pelé, o Ribot, era il più bravo di tutti. Lo era anche per l’intelligenza, la cultura mai sbandierata, la leggerezza, la sapienza tecnica, ma soprattutto per la semplicità con la quale sapeva affrontare i problemi espressivi e produttivi rendendo tutto facile. Era simpatico. Era spiritoso. Era timido. Era di quelli che si mettono sempre un passo indietro per non mostrarsi troppo.”

Written by Andrea Paolo

46 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di news di cronaca e di gossip sui personaggi del mondo dello spettacolo.

Padova campo estivo lager: ragazzini presi a bastonate dagli animatori

Assunzioni scuola 2018, importanti offerte di lavoro: 20mila posti a tempo indeterminato, ecco dove