di Antonio Paviglianiti in

Carrie Fisher è morta: dalle dipendenze al bipolarismo, il ritratto della Principessa Leila di Star Wars


 

Carrie Fisher è morta all’età di 60 anni dopo l’arresto cardiaco di venerdì scorso. L’attrice americana, celebre per il suo ruolo di Principessa Leila in Star Wars, ha avuto una vita ‘privata’ travagliata…

Venezia 70 Carrie Fisher

Carrie Fisher è morta all’età di 60 anni. L’ultima, si spera, dipartita di un 2016 traumatico. L’attrice figlia d’arte divenne celebre negli anni ’70 grazie a Star Wars e alla saga di Guerre Stellari con il ruolo della Principessa Leila. La saga di Guerre stellari fu un successo mondiale che la rese famosa in tutto il mondo. La Principessa Leila negli Stati Uniti divenne un trionfo del merchandising; sono state prodotte bamboline di plastica (dette action figures) diffusissime nei negozi di giocattoli. La Fisher ha spesso scherzato sul fatto che a divenire famosa non è stata lei, ma la Principessa Leila, che il caso aveva fatto somigliare a Carrie.

—> COSA È IL BIPOLARISMO 

In quel periodo, nei tardi anni settanta, Carrie Fisher cadde nell’abuso di droga. Interpretò nuovamente la Principessa Leila nel film per la tv del 1978 The Star Wars Holiday Special, in cui le sue “performance” di attrice vennero rovinate da un evidente stato di dipendenza dalla droga. Il problema divenne di una tale importanza che fu quasi licenziata in tronco durante le riprese di The Blues Brothers (1980) poiché l’abuso di droghe e alcol l’aveva resa incapace di riuscire a portare a termine una singola scena. Fatto il punto della sua situazione, decise di curarsi e si iscrisse alla Narcotics Anonymous e all’Alcolisti Anonimi.

—> CARRIE FISHER E IL MONDO DI STAR WARS

A Carrie Fisher, inoltre, fu diagnosticato di soffrire del disturbo bipolare dell’umore all’età di 24 anni, ma non fu in grado di accettare la diagnosi fino a quando, all’età di 28 anni finì in overdose. Accettò definitivamente la malattia nel 1987 dopo un esaurimento nervoso. Del 1987 è un suo romanzo semi-autobiografico Cartoline dall’inferno da cui fu tratto nel 1990 il film omonimo, diretto da Mike Nichols, che si avvalse della sceneggiatura della Fisher stessa e dell’interpretazione di Meryl Streep. Dopo il successo del film, lavorò alla sceneggiatura di Hook – Capitan Uncino (1991, regia di Steven Spielberg) come script doctor, partecipando in questo ruolo a diversi altri film. Negli ultimi anni era tornata a far parlare di sé con il settimo episodio di Star Wars e con Rogue One dove, invece, appare digitalizzata.

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