di M.B. Michela in , ,

Caso Melania Rea, Salvatore Parolisi oggi: studia giurisprudenza e attende prima uscita dal carcere


 

Caso Melania Rea, Salvatore Parolisi oggi: studia giurisprudenza e attende la prima uscita dal carcere prevista nel luglio 2019. Le lettere dell’ex caporal maggiore a Quarto Grado

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Salvatore Parolisi oggi studia giurisprudenza in carcere

Caso Melania Rea: oggi 1° dicembre nella puntata di Quarto Grado si è parlato di Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore arrestato il 19 luglio 2011 e condannato in via definitiva nel giugno 2016 a 20 anni di reclusione (pena inizialmente di 30 anni poi rimodulata in appello, quando non gli fu riconosciuta l’aggravante della crudeltà) per l’efferato delitto della moglie Melania Rea, madre di sua figlia. Figlia di cui lo scorso aprile ha perso la patria potestà e che ora è affidata ai nonni materni.

Melania Rea è stata uccisa il 18 aprile 2011, con 35 coltellate. Brutalmente aggredita alla spalle nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), dove stava facendo una gita con la figlia piccola e il marito Salvatore Parolisi. L’uomo non ha mai confessato il delitto e tutt’oggi si dichiara innocente. Un processo indiziario quello che lo ha visto imputato e che nonostante la condanna passata in giudicato non ha chiarito tutti i dubbi sollevati durante il dibattimento in aula.

Omicidio Melania Rea: il marito condannato continua a proclamarsi innocente

Oggi a Quarto Grado il suo avvocato, Nicodemo Gentile, ha detto che Parolisi è molto più maturo di quando varcò le porte del carcere. Da un anno è detenuto nel penitenziario di Torre del Gallo di Pavia, dove studia Giurisprudenza. Il suo più grande cruccio, ha confermato il legale, è di non poter più vedere sua figlia. Dal giorno dell’arresto infatti Parolisi non ha più incontrato la bambina che, secondo i giudici dei tre gradi di giudizio, era in auto, piccolissima, quando il papà massacrava la mamma. “Non vi è dubbio della drammaticità e della irreversibilità delle difficoltà morali, psicologiche e materiali causate da Salvatore Parolisi alla figlia: difficilmente avrebbe potuto fare di peggio”, queste le motivazioni dei giudici che gli hanno tolto la patria potestà.

La dura vita del carcere Parolisi la racconta nero su bianco in numerose lettere inviate al suo legale, dove ricorda la prima notte in cella il giorno dell’arresto, indelebile nella sua mente, e il primo incontro con i familiari (che definisce “il paradiso”), i quali non lo hanno mai abbandonato.

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Salvatore Parolisi: prima uscita dal carcere nel luglio 2019

Parolisi confessa nelle missive all’avvocato Gentile di essere spesso invaso dallo sconforto, come del resto tutti i detenuti. Nel carcere la voglia di farla finita assale la mente e lui ringrazia l’affetto dei suoi genitori se riesce ad affrontare la detenzione. Racconta inoltre di avere salvato un uomo, un detenuto vicino di cella che stava per morire impiccato con il lenzuolo del letto, che lui insieme alla guardia carceraria hanno strappato alla morte in extremis.

“Si è avvicinato molto a Dio”, ha riferito Nicodemo Gentile descrivendo il suo percorso di riabilitazione in carcere. Cella dalla quale Salvatore Parolisi potrà uscire per la prima volta, come prevede il nostro ordinamento, già nel luglio 2019.

 

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