di Michela Becciu in , ,

Caso Yara corteo per Massimo Bossetti, Salvagni: “Troppi elementi anomali nell’inchiesta”


 

Caso Yara corteo per Massimo Bossetti, Salvagni: “Troppi elementi anomali nell’inchiesta”. I sostenitori del carpentiere di Mapello sono scesi in piazza a Bergamo per dargli sostegno, convinti della sua innocenza

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Omicidio Yara Gambirasio ultime notizie: erano una cinquantina le persone presenti sabato 8 ottobre in piazzale Marconi a Bergamo, per partecipare alla manifestazione in sostegno di Massimo Bossetti, il carpentiere bergamasco condannato anche in appello all’ergastolo per l’omicidio della 13enne di Brembate avvenuto il 26 novembre 2010.

sostenitori del muratore di Mapello erano lì per ribadire la convinzione che Massimo Bossetti sia innocente. I partecipanti al corteo portavano due striscioni, presente anche il cognato di Bossetti e uno dei suoi difensori, l’avvocato Claudio Salvagni, che ha risposto a diverse domande fattegli dai manifestanti.

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L’obiettivo del corteo è stato quello di rendere note a tutti “le ingiustizie processuali subite da Massimo” condannato lo scorso luglio anche in Appello allergastolo per il delitto della ginnasta di Brembate. Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014, si proclama innocente, totalmente estraneo ai fatti contestati e – lo ha fatto molteplici volte in questi anni – anche durante i due processi che lo hanno visto unico imputato, ribadendo di non conoscere la vittima, di non averla mai vista in vita sua.

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Claudio Salvagni al megafono ha ribadito le sue convinzioni ai partecipanti al corte: “Ci sono troppi elementi anomali nell’inchiesta che ha portato in carcere il mio assistito. E sono emerse tutte nel corso del processi di primo e secondo grado. Per questo abbiamo rifiutato il rito abbreviato. Chiediamo ancora che venga fatta una nuova prova del Dna: quella scagionerebbe Massimo. Se la Cassazione confermerà la condanna, sarà come essere tornati nel Medioevo, quando non c’era possibilità di difendersi da accuse anche ingiuste”. Istanze, queste, che finiranno nel ricorso in Cassazione già annunciato dalla difesa di Bossetti.

A chi gli ha chiesto come stesse Bossetti, Salvagni ha risposto: “Sono stato a trovarlo poco fa.Anche lui attende le motivazioni della sentenza di Brescia. È battagliero e volenteroso di difendersi fino all’ultimo. La situazione che sta vivendo è drammatica. Non tanto per il carcere e per l’essere privato di tutto, ma per l’impossibilità di difendersi. È una vicenda che non riguarda più il singolo caso, ma tutti noi”.

 

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