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Caso Yara Massimo Bossetti news: la difesa presenta ricorso in Cassazione

Omicidio Yara Gambirasio ultime news: la difesa di Massimo Bossetti ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello che lo scorso 18 luglio ha confermato la condanna all’ergastolo per il muratore di Mapello.

Bossetti, com’è noto, si dichiara innocente e completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati. La corte d’assise di Bergamo prima (1° luglio 2016) e quella d’assise d’appello di Brescia poi hanno sposato in ogni suo punto il quadro accusatorio della procura di Bergamo titolare delle indagini, ritenendo l’imputato l’unico responsabile del delitto della ginnasta tredicenne di Brembate, aggredita e lasciata morire di freddo la sera del 26 novembre 2010 nel Campo di Chignolo di’Isola, dove fu rinvenuta casualmente tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011.

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Le due sentenze sono state aspramente contestate dai difensori di Massimo Bossetti, che come annunciato da tempo, si sono appellati facendo ricorso in Cassazione. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini ieri 29 nvembre hanno depositato al tribunale di Como il ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado che ha visto confermare per il loro assistito la condanna all’ergastolo. “Abbiamo presentato un ricorso di 595 pagine, in cui il nodo principale resta il Dna, è una sentenza sbagliata che non ha senso scientifico, che arriva a una conclusione, ma senza avere gli elementi per emetterla. Dalla perizia al mancato accesso ai reperti, a Bossetti è stato impedito di difendersi”, ha dichiarato Salvagni.

Nel maxi ricorso si fa riferimento anche ai dati sulle celle telefoniche, sulle fibre trovate sul corpo della vittima, sul passaggio del furgone ripreso dalle telecamere: “è una sentenza completamente fuori strada”, ha precisato il legale del carpentiere bergamasco, auspicando – c’è scritto nel ricorso – “di essere maggiormente ascoltati non solo noi ma anche l’imputato”. Massimo Bossetti è in carcere dal 16 giugno 2014, incastrato dalla prova genetica del Dna, rinvenuto sui leggings e sugli slip della vittima, inizialmente attribuito a un Ignoto 1 e dopo una titanica indagine sui profili genetici ricondotto a lui. Procedimento questo mai accettato dai difensori dell’imputato, che mettono in discussione il modus operandi dei Ris e il fatto che la traccia biologica in questione fosse degradata e monca, priva cioè del Dna mitocondriale (linea materna), sebbene quest’ultimo non sia utilizzato in genetica forense per attribuire un Dna ad un soggetto. Solo il Dna nucleare è infatti utilizzato a tal fine, e nel caso di specie quello rinvenuto sul corpo della vittima è di Bossetti al 99,9%.

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