di M.B. Michela in , , ,

Caso Yara news condanna Bossetti, ira avvocato Salvagni: “Il giudice si crede Dio”


 

Caso Yara news condanna Massimo Bossetti, ira avvocato Salvagni: “Il giudice si crede Dio”. Il commento piccato dell’avvocato del muratore di Mapello alle motivazioni della sentenza d’appello depositate nei giorni scorsi

MASSIMO BOSSETTI condanna appello

Omicidio Yara Gambirasio ultime notizie: Massimo Bossetti condannato all’ergastolo anche in appello, le motivazioni della sentenza sono state depositate lunedì scorso ed è già polemica.

Uno dei legali del muratore di Mapello, Claudio Salvagni, è intervenuto oggi ai microfoni di Legge o Giustizia condotto su Radio Cusano Campus per commentare siffatte motivazioni, in primis il perché la Corte d’Assise d’appello di Brescia ha rigettato la richiesta di una super perizia sul Dna, prova regina che ha pesato come un macigno, anche in secondo grado, sull’imputato Bossetti, che da sempre si dichiara innocente.

—> MASSIMO BOSSETTI ERGASTOLO ANCHE IN APPELLO: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA, LEGGI

“Io sono sbalordito da queste motivazioni per tantissime ragioni. Come può difendersi questo uomo se non può avere una perizia? Bossetti deve prendere per buono quello che è stato fatto in sua assenza. Sembra si stia parlando di un Vangelo, del quale non si può neanche dubitare che ci sia un errore” – così il legale – “Siccome non c’è più materiale, secondo la Corte, (non è vero perché il professor Casari dice, sotto giuramento, di conservare ulteriori campioni, quindi non è vero) si possono fare solo esami cartacei. I Ris sono stati bravissimi secondo la Corte. Noi abbiamo evidenziato tanti problemi come i kit scaduti. I risultati forniti dai Ris sono stati completamente contestati da noi. Sono stati trovati 261 errori in quel lavoro. Sembra che il Giudice di Brescia fosse dotato di poteri sovrannaturali. Una sorta di Dio in Terra”.

massimo bossetti motivazioni sentenza appello

Massimo Bossetti ‘colpevole’ – il passaggio è evidenziato nelle motivazioni dal giudice Fischetti – anche perché non ricorda cosa stesse facendo il pomeriggio del 26 novembre 2010, giorno del delitto, Salvagni replica: “L’onere della prova è a carico dell’accusa. Non si possono assumere elementi accusatori da dimenticanze dell’imputato che non ha l’obbligo di rispondere. Siccome Bossetti non ricorda allora è stato lui”.

Sulle critiche mosse al pool difensivo dell’imputato, l’avvocato Salvagni dice: “Molto duri nei confronti di tutto l’apparato difensivo. Sembra siano bravi solo i consulenti dell’accusa, noi della difesa siamo dilettanti compresi tutti i consulenti. Noi abbiamo fatto un lavoro immane smontando ogni pezzo di questo processo. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, la Corte si è tappata le orecchie. Non ha dato peso e considerazione alle nostre osservazioni, supportate da scienziati di primissimo ordine. Per fugare ogni dubbio sarebbe bastato riconfrontare il Dna di Ignoto 1 con quello di Bossetti, di fronte a noi e seguendo tutti i crismi”.

Proprio su queste contestazioni si fonderà il ricorso in Cassazione annunciato dalla prima ora dai difensori di Massimo Bossetti: “Il punto fondamentale sul quale dovrà esprimersi la Cassazione è se si può condannare un uomo senza che si sia potuto difendere nella sostanza e non solo nella forma. Bossetti si è potuto difendere sì o no? Se diranno di “sì” allora vuol dire che siamo tornati al processo inquisitorio”.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook