di Maria Concetta Distefano in , ,

Cassa Integrazione Straordinaria: novità dal Ministero del Lavoro


 

Ai fini dell’accesso alla Cassa Integrazione Straordinaria, il Ministero del Lavoro pubblica una circolare in cui fa delle precisazioni sul requisito dei 90 giorni di lavoro effettivo

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Il Ministero del Lavoro ha disposto nella circolare 14/2017 una modifica per quanto riguarda il conteggio dell’anzianità lavorativa occorrente per usufruire dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria. In particolare, l’aspetto che è stato affrontato è quello relativo al requisito dei 90 giorni richiesto per ottenere la misura sociale straordinaria, nel momento in cui si presentano le domande riguardanti le riorganizzazioni aziendali, crisi aziendali o contratti di solidarietà, come previsto dal decreto legislativo 148/2015. Il Ministero di Via Veneto ha deciso di prevedere un criterio estensivo che non danneggi i lavoratori che siano stati trasferiti, nell’ambito delle riorganizzazioni aziendali, da un sito a un altro non riuscendo a maturare l’anzianità lavorativa necessaria.

Il decreto legislativo 148/2015 prevede che per usufruire dell’integrazione salariale, i lavoratori devono avere maturato presso il sito aziendale per l quale è chiesta la misura, un’anzianità di lavoro effettivo di 90 giorni alla data di presentazione della domanda di concessione. Dall’applicazione della norma è emerso che non si tiene conto del fatto l’azienda possa avere la necessità di spostare i lavoratori da un’unità produttiva a un’altra per sopperire ad eventuali carenze strutturali e continuare a garantire l’occupazione.

Quindi, in proposito la circolare del Ministero del Lavoro precisa che in funzione del requisito di anzianità dell’effettivo lavoro svolto, non incideranno gli eventuali spostamenti dei lavoratori da un’unità produttiva a un’altra, interessati alla Cisg. Dunque, l’Inps verificherà il requisito dei 90 giorni di anzianità di lavoro effettivo esclusivamente con riferimento alla data di presentazione dell’istanza di trattamento di integrazione salariale, come del resto avviene per la verifica del requisito occupazionale previsto dall’articolo 20 , comma 1, del decreto legislativo n. 148/2015.

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