di Antonio Paviglianiti in

Censis, classifica università italiane: Bologna al primo posto, bassifondi per la Federico II di Napoli


 

Censis, classifica università italiane: vince Bologna, male ancora la Federico II di Napoli

Censis classifica università italiane

Censis, la classifica delle migliori Università in Italia: quali sono i requisiti presi in esame? Quella del Censis è un’articolata analisi del sistema universitario italiano attraverso la valutazione degli Atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente alle strutture disponibili, ai servizi erogati, al livello di internazionalizzazione e alla capacita’ di comunicazione 2.0. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali e dei corsi a ciclo unico.

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Censis classifica università italiane: i grandi atenei

Secondo la classifica Censis, tra le università statali che contano oltre 40mila iscritti, Bologna mantiene la prima posizione con il punteggio complessivo di 92,0, una media che la vede primeggiare nelle strutture e nell’internazionalizzazione, mentre fanno meglio Pisa nei servizi, La Sapienza di Roma nelle borse di studio, Palermo e Torino nella comunicazione e nei servizi digitali.

La seconda Università è Firenze, che non eccelle in nessuna categoria ma ha ottime medie e terza Padova, come Firenze capace di mantenersi a buoni livelli in ogni voce. Padova e La Sapienza di Roma, sottolinea il Censis, oltre a migliorare il loro punteggio nella comunicazione e nei servizi digitali guadagnano rispettivamente 4 e 1 punti nel livello di internazionalizzazione.

Ultima in classifica tra i mega atenei è, come lo scorso anno, l’Università di Napoli “Federico II”, penultima Catania, che ha perso una posizione, mentre si conferma terzultima la Statale di Milano.

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Censis classifica università italiane: soddisfazione per Perugia

Prima tra i grandi atenei statali che contano tra i 20mila e i 40mila iscritti si conferma Perugia, eccellenza per comunicazione e servizi digitali e internazionalizzazione. Seconda piazza per l’Università di Pavia, in virtù di standard alti in ogni voce e del primato per le strutture, terza Parma, nessun primato, ma solo due punti di media in meno dalla seconda. Al quarto posto una nuova entrata, l’Università di Modena e Reggio Emilia, passata dai medi ai grandi atenei e sopra di 3 punti nei servizi per gli studenti rispetto all’anno passato.

Trento, invece, perde il primato tra i medi atenei statali (da 10mila a 20mila iscritti) scalzata da Siena, ma la differenza tra le due università è minima: 99,4 la prima e 99,2 la seconda in classifica. Al terzo posto Sassari, che ottiene punteggi alti per le strutture e la comunicazione e servizi digitali. Quarta, con posizione confermata, l’Università di Trieste, seguita da un altro ateneo friulano, l’Università di Udine, in ascesa di due posizioni nella classifica complessiva e con un incremento di 14 punti in quella relativa alla spesa per borse e altri interventi in favore degli studenti.

Tra le piccole università, che hanno fino a 10mila iscritti, Camerino stacca la seconda, Teramo, di ben 8 punti. Proprio l’ateneo abruzzese è salito di due posti rispetto allo scorso anno, scalzando Foggia dal secondo (ora quarta) e posizionandosi davanti a Macerata

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