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“Cheveux Chéris”: una mostra d’arte a Parigi celebra “I capelli”.

L’esposizione raccoglie numerose opere d’arte, come dipinti classici, sculture e fotografie d’autore, d’epoca e contemporanee, selezionate per tracciare un percorso storico-antropologico del ruolo culturale e sociale che ha avuto questa parte del corpo umano nel corso dei secoli.
Le acconciature hanno segnato i mutamenti del gusto estetico e della moda, hanno caratterizzato lo stato civile, il grado sociale, il sesso o l’età delle persone. Da sempre hanno contrassegnato tipologie etniche e appartenenze ad uno specifico credo religioso o politico.

capelli

I capelli hanno avuto un ruolo fortemente simbolico, sacro e magico fin dai tempi più remoti; sono inoltre simbolicamente collegati al dolore e alla sofferenza dell’uomo, come mostra l’atto di cospargersi il capo con le ceneri o coprirsi la testa in segno di lutto. Il taglio della capigliatura ancora oggi viene attuato in alcune cerimonie religiose, come segno evidente di un mutamento fisico e spirituale, o può significare un atto di ribellione.

Ma l’arte visiva che ruolo ha in tutto questo? Non è così scontato constatare che essa è stata un valido se non indispensabile strumento per “immortalare”, tramite la rappresentazione per immagini,  l’evoluzione del gusto e l’importanza storica di questo elemento del corpo umano.
In mostra si potranno ammirare fotografie tratte dalla cinematografia: Haudrey Hepburn che interpreta la principessa Anna in Vacanze Romane, è immortalata con i capelli corti, tagliati in un gesto di ribellione e come simbolo di emancipazione da una cultura conservatrice.

21   audrey hepburn   Flickr – Condivisione di foto

Nella letteratura troviamo un esempio emblematico di come la descrizione di una capigliatura rappresenti un momento chiave della trama di una storia. Nel celeberrimo”Berenice”, “racconto del terrore”di E.A Poe, il protagonista Egeo così descrive la donna amata: “..la fronte era alta, pallidissima e stranamente calma; i capelli che le ricoprivano, un tempo ombreggiandole, le scarne tempie d’innumerevoli boccoli neri come l’ebano s’andavano trasformando, ora, in un biondo rossiccio la cui apparenza fantastica formava uno stridente contrasto con la mestizia cui era ispirata tutta la sua fisionomia”.

Insomma, se “ne avete fin sopra i capelli” delle solite mostre, visitate il Musée du Quai Branly: fino al 4 luglio 2013.

Musée du Quai Branly, sito ufficiale.

Written by Ilaria Boldrini

Insegnante, 39 anni, appassionata di arte moderna e contemporanea, politica, poesia.

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