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Claudio Amendola malattia: “Improvvisamente, quella fitta…”

Claudio Amendola ha lavorato come commesso e manovale dopo aver finito la terza media. Il suo esordio è stato a diciannove anni col ruolo del pugile ebreo Davide Sonnino nella miniserie TV Storia d’amore e d’amicizia (1982). Ad essa sono seguiti ruoli anche principali nelle commedie italiane dei primi anni ottanta (Amarsi un po’, Vacanze di Natale, Vacanze in America) per poi essere scelto per personaggi più drammatici (Soldati – 365 all’alba, con Massimo Dapporto, Ultrà, di Ricky Tognazzi, Mery per sempre, di Marco Risi), passare per la prima stagione di fiction italiane (metà anni novanta) e consolidare la sua fama in ruoli differenti e originali (I mitici – Colpo gobbo a Milano). E in passato ha rischiato di morire a causa della malattia.

Claudio Amendola malattia: “Attimi drammatici”

Claudio Amendola ha parlato del grave problema di salute che lo ha colpito qualche mese fa e di cui non aveva mai parlato. “Mi sentivo male, avevo dei dolori strani e respiravo a fatica, così Francesca (Neri ndr) mi ha detto ‘forse è il caso che andiamo all’ospedale'”, confessa l’attore romano ai microfoni del talk show. “Grazie ad una infermiera caposala bravissima, che vedendomi ha capito subito la situazione, nel giro di sette minuti stavo sotto elettrocardiogramma e dopo un quarto d’ora dall’essermi sentito male ero nella ‘sala rossa’ dell’ospedale”, racconta, ricordando quei momenti drammatici.  “Ma – prosegue Amendola – non mi sono mai preoccupato di morire, non ho avuto il tempo di preoccuparmi, perché ho capito che nel reparto di Cardiochirurgia del Policlinico Umberto I ero in ottime mani e poi – aggiunge – Francesca mi ha fatto ridere per un’ora. Sono stato in ospedale una sola notte e il giorno dopo ho firmato per uscire”.

Claudio Amendola malattia: “Cosa vi dico…”

A Silvia Toffanin che gli chiede come si senta adesso, l’attore risponde: “Dopo, quando ero fuori pericolo, mi sono reso conto che è stata un’esperienza meravigliosa, perché all’improvviso ti rendi conto veramente del valore della vita e delle cose che hai. E’ stato – prosegue – come una secchiata d’acqua gelata”. Da allora, “la mia vita è cambiata radicalmente – confessa Amendola – ho smesso di fumare, sono dimagrito dodici chili e ora mi sento come un trentenne”. Alla luce della brutta esperienza vissuta, l’attore romano conclude con un consiglio: “Il dottore mi ha detto che adesso non sono più a rischio, sto benissimo, ma la salute va coltivata. Non fumate, mangiate meglio e muovetevi di più”.

Written by Andrea Paolo

46 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di news di cronaca e di gossip sui personaggi del mondo dello spettacolo.

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