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Colesterolo hdl e ldl valori, dieta: perché l’avena aiuta ad abbassarlo

Colesterolo hdl e ldl valori: cibi da evitare e cibi consigliati

Tra i problemi che colpiscono oggi maggiormente la popolazione c’è il colesterolo alto; si stima infatti che oltre un 35% della popolazione ne sarebbe affetto in modo conclamato, senza contare quanti hanno valori più alti di quanto consigliato ma non lo sanno o comunque non seguono una cura proposta dal proprio medico di fiducia.

Ad ogni modo recentemente sono sempre di più gli studi che si occupano di capire quali siano gli alimenti che possono aiutare, nei casi meno gravi, a tenere i valori del colesterolo hdl e ldl sotto controllo. Esistono infatti dei cibi che vanno evitati (o comunque da consumare in modo controllato) e altri che invece per loro conformazione chimica aiutano il fisico a controllare la produzione di colesterolo cattivo. Tra i cibi consigliati ci sono anche le fibre e i cereali ed in particolare un alimento, l’avena, che è estremamente utile e per questo studiato a lungo.

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Colesterolo hdl e ldl valori: la ricerca sull’avena

A studiare in modo approfondito il processo che l’avena attua nel corpo di chi soffre di colesterolo cattivo alto è stata una ricerca dell’Università del Queensland, in Australia; gli studiosi, che hanno poi pubblicato le ricerche sul Faseb Journal, hanno identificato il preciso meccanismo con cui l’avena riduce la quantità di colesterolo nel sangue, aiutando così a limitare il rischio di malattie cardiache. Fino all’inizio di questa ricerca l’unico motivo conosciuto per cui l’avena avesse queste proprietà benefiche su chi ha valori del colesterolo cattivo alti era la presenza di beta-glucani: non si sapeva però cosa facessero queste molecole sull’organismo.

Colesterolo hdl e ldl valori: uno sguardo al futuro

Cosa ha scoperto quindi questo nuovo studio australiano sui benefici dell’avena sui valori hdl e ldl di chi soffre di colesterolo cattivo? I ricercatori hanno dimostrato che i beta-glucani nell’avena riducono la quantità totale di bile presente nell’apparato digestivo. Durante i test questo cereale è stato dato ad alcuni degli animali della ricerca per 26 giorni e si è potuta osservare una riduzione del 24% di acili biliari nel sangue. Allo stesso tempo, il colesterolo totale è diminuito del 34% e quello ldl del 57%.

“Non siamo ancora perfettamente sicuri del perché, ma in presenza di questi polisaccaridi c’è molta meno bile nell’organismo. Questo significa che i grassi, che la bile aiuta a emulsionare, non vengono digeriti rapidamente o completamente” ha spiegato una delle ricercatrici, Purnima Gunness, che dopo questa scoperta già guarda al futuro; “Ora che sappiamo in che modo i beta-glucani hanno un impatto positivo sui livelli di colesterolo potremo presto identificare altre fibre che possono avere un effetto simile”.

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