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Come cercare lavoro: in Italia il 35% dei candidati usa Facebook

Il 35% di chi cerca lavoro in Italia utilizza Facebook per trovare nuove opportunità di carriera e mettersi in contatto con le aziende che sono alla ricerca di personale. Lo rivela l’osservatorio dell’agenzia per il lavoro e-work, tra le realtà leader nel mercato italiano. Dall’indagine realizzata emerge che, contrariamente a quello che comunemente si crede, non sono solo i più giovani a puntare sul popolare social network per trovare opportunità di lavoro. Secondo i dati raccolti da e-work, infatti, il 37% delle persone di età tra i 26 ed i 45 anni utilizza Facebook per la ricerca del lavoro, contro il 35% di chi ha tra 18 e 25 anni. La percentuale scende invece tra gli over 45, tra i quali Facebook per la ricerca del lavoro è utilizzato solo dal 28% delle persone. La maggior parte sono residenti al Nord (62%) e tra questi il 28% a Milano. Gli stranieri rappresentano il 16% del totale.

cercare lavoro con Facebook

Ricerca del lavoro: Facebook incalza Linkedin soprattutto per comunicazione e marketing

«Insieme ai siti, ai portali e alle App dedicate al mondo del lavoro, i social network rappresentano un’ottimo strumento per chi cerca un’occupazione on-line. Linkedin resta ancora oggi il punto di riferimento principale ma Facebook sta diventando uno strumento sempre più importante a disposizione di chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Nei prossimi anni prevediamo poi, come già accade all’estero, che verranno sempre più utilizzati anche Youtube e Twitter» afferma Paolo Ferrario, Presidente e Amministratore Delegato di e-work Spa. Oggi i candidati che in Italia utilizzano Facebook per cercare lavoro si occupano nella maggior parte dei casi di: Marketing e Comunicazione (32%), IT (24%), Risorse Umane (15%) e Amministrazione (12%).

Come cercare lavoro con Facebook, il consiglio: «Siate trasparenti»

«Il miglior consiglio per chi cerca lavoro in rete – spiega Ferrario – è quello di puntare ad una politica di trasparenza. I social media hanno una funzionalità circolare. Per chi cerca lavoro rappresentano una chiave per entrare in contatto con il mondo dei recruiter. A noi professionisti, i social vengono in soccorso per avviare la scelta del  miglior profilo ma servono anche per selezionare e quindi tagliare le candidature –  prosegue Paolo Ferrario – A volte i selezionatori decidono infatti di escludere dei potenziali candidati  proprio dopo aver consultato i loro profili on-line. I social rappresentano quindi la classica arma a doppio taglio, anche perché il focus sui profili dei candidati  viene effettuato non soltanto in una fase preliminare ma spesso anche dopo un colloquio di selezione: in questo caso,  55 volte su 100 il profilo social fa cambiare idea al responsabile della selezione e il candidato, con un piede già sul posto di lavoro, viene escluso.  Dunque la regola è: trasparenza e correttezza prima di tutto».

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Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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