di Redazione

Come sono cambiate le case nel tempo?


 

Le case sono cambiate completamente negli ultimi sessant’anni: ecco come sono evoluti la concezione e il design delle abitazioni

Dagli anni Cinquanta a oggi, le case sono molto cambiate. Sono cambiate le dimensioni, gli stili architettonici e i prezzi, ma non solo. La concezione del concetto di casa, l’utilizzo delle diverse stanze, la mentalità che accompagna la scelta di un’abitazione hanno subìto una profonda evoluzione nel corso degli ultimi sessant’anni.

Questo è il tema illustrato nell’infografica “Ho bisogno dei miei spazi”,un’analisi elaborata da Man Casa negozi per l’arredamento che confronta le differenze di metrature, arredi e valorizzazione degli spazi di una casa attraverso i decenni.

La casa da bene primario ad accessorio

Generazione dopo generazione, il concetto di abitazione ha preso diverse forme.

Negli anni ’50, la casa era considerata un vero e proprio bene primario, una tappa fondamentale nel percorso di realizzazione della persona; acquistare una casa in cui vivere con la propria famiglia era quasi obbligatorio!

Oggi, a contrario, possedere un’abitazione propria non è più così importante per i giovani: in una società sempre più mobile e internazionale, viaggiare ed essere liberi di spostarsi ha assunto un valore fondamentale per i Millennials. Più che bene primario che contribuisce alla realizzazione dell’identità, oggi la casa è diventata un accessorio, niente più di un posto sicuro in cui dormire; crescono infatti i contratti di affitto, che permettono di cambiare abitazione con relativa facilità.

Com’è cambiata la struttura della casa

Cambiando la concezione di casa, cambia anche la sua struttura interna e la funzione delle diverse stanze. Vediamo decennio dopo decennio cosa è successo nelle abitazioni:

  • Anni ’50: la zona giorno dev’essere impeccabile quindi gli attrezzi per le pulizie sono tenuti ben nascosti e la zona notte gode della massima privacy, accessibile solo ai padroni di casa; la cucina, riservata alle donne, era considerata un ambiente di servizio.
  • Anni ’70: con l’abbattimento delle barriere sociali si abbattono anche i muri dentro casa; gli ambienti si fanno più fluidi e vediamo i primi loft e open space.
  • Oggi: non esistono più confini netti e ogni stanza può diventare luogo per diverse attività; in camera da letto oggi si dorme, si studia e ci si passa il tempo libero, così come la cucina e il soggiorno.

Una casa all’insegna del risparmio

È un dato di fatto che oggi sempre più persone vivano in case mediamente più piccole rispetto al passato. Questo accade per tre ragioni principali, tutte ispirate dalla filosofia (e dalla necessità!) del risparmio.

  • Risparmiare denaro: i prezzi delle case, dal 1965 a oggi, sono aumentati in modo spropositato ma, allo stesso tempo, il potere d’acquisto delle nuove generazioni è diminuito molto a causa della crisi economica e occupazionale.
  • Risparmiare fatica: il crescente invecchiamento della popolazione porta con sé il bisogno, per i più anziani, di avere case comode e funzionali.
  • Risparmiare risorse: oggi sappiamo bene quanto sia importante abbattere i consumi energetici, per non impattare eccessivamente sull’ambiente.

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