di Federico Elboni

Come telefonare dal cellulare senza essere intercettati


 

Per telefonare dal cellulare senza essere intercettati bastano 20 dollari al mese e l’applicazione Silent Circle, creata da Phil Zimmermann, l’autore del famose programma gratuito PGP (Pretty Good Privacy) per blindare dagli occhi dei curiosi le proprie mail.

Il tema è caldo, soprattutto in Italia: le telefonate e le intercettazioni. Se un tempo chi voleva parlare anonimamente ricorreva alla cabina del telefono, oggi per chi ha uno smartphone Apple o Android c’è Silent Circle, per telefonare dal cellulare senza paura di essere intercettati.

Il nome che sta dietro questa App è una garanzia: Phil Zimmermann, già autore del programma gratuito PGP (Pretty Good Privacy) per blindare dagli occhi dei curiosi le proprie mail. Con lui hanno collaborato anche due ex militari dei Navy Seal, Mike Janke e Vic Hyder. L’applicazione ospita sul telefono le chiavi usate per nascondere agli spioni la telefonata, quindi il messaggio viene mascherato prima di prendere la via dell’etere. Quando la telefonata è terminata, le chiavi vengono distrutte e create di nuovo per una chiamata successiva.

Chiaramente la sicurezza è garantita maggiormente se entrambi gli interlocutori utilizzano l’applicazione. Per questo è possibile regalare anche una specie di abbonamento tramite una “gift card” dall’evocativo nome Ronin, il samurai senza nome.

silent-circle-interfacciaIl costo di un abbonamento base è di 20 dollari, mentre l’applicazione si scarica gratuitamente dallìApp Store o dal Market Android. Silent Circle si presenta con un’interfaccia molto semplice, la tastiera è molto simile a quella originale dell’iPhone, così come la lista dei contatti in rubrica. La potenza è sotto il cofano, visto che con l’abbonamento base è possibile criptare non solo le chiamate ma anche gli sms e le videochiamate.
Per i più paranoici è possibile anche impostare un timer che elimina completamente conversazioni e messaggio dopo un certo arco di tempo.

A chi potrebbe essere utile questa applicazione? A militari in missione all’estero, personaggi più o meno famosi che vogliono tutelare la propria privacy, reporter che lavorano in zone calde, dove la libertà è a rischio. Sicuramente anche a qualcuno che vuole usarla per scopi illeciti ma forse anche a tutti coloro che sono preoccupati della propria privacy, quelli che non sanno dove vanno davvero a finire tutti i dati che accumuliamo nelle nuvole del web.

Si argomenta che chi non ha nulla da nascondere non deve preoccuparsi ma è sempre più facile limitare la libertà altrui e e uno strumento che tutela la privacy digitale degli utenti è sempre benvenuto.

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