in

Compravendita Senatori, indagine della Corte dei Conti: rischia Silvio Berlusconi

La Corte dei Conti indaga sulla cosiddetta “Compravendita Senatori” e sugli effetti di quella manovra sul differenziale di rendimento tra i Btp italiani e i corrispettivi tedeschi, che dopo la caduta di Prodi si allargò da 43 punti fino ai 522 del novembre 2011, alla fine del quarto governo Berlusconi. La magistratura contabile potrebbe chiedere al leader di Forza Italia di compensare il Paese per quel danno, riporta nell’edizione odierna La Repubblica, oltre a chiedere “fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata” da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione. L’indagine è partita dopo la fine del processo penale, che ha visto il leader di Forza Italia prescritto. In primo grado era stato condannato a tre anni per la corruzione dell’ex senatore Sergio De Gregorio, che prese 3 milioni per passare dall’Idv al centrodestra e far cadere Prodi.

Leggi anche: Tutte le ultime news sul mondo della politica

Compravendita Senatori, indagine della Corte dei Conti: il punto

L’indagine, come riporta nell’edizione odierna La Repubblica, è partita dopo la fine del processo penale. Che ha visto Berlusconi prescritto in appello dopo che, in primo grado, era stato condannato a tre anni per corruzione in concorso con l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola. I giudici di secondo grado avevano comunque sancito che l’ex premier “ha pacificamente agito come privato corruttore e non certo come parlamentare nell’esercizio delle sue funzioni” in quanto “le dazioni di denaro effettuate da Berlusconi, tramite Lavitola, a De Gregorio sono state effettuate quale corrispettivo della messa a disposizione del senatore e, quindi, della sua rinuncia a determinarsi liberamente nelle attività parlamentari di sua competenza, e non certo come mero finanziamento al Movimento Italiani nel Mondo. Tant’è vero che il 24 gennaio 2008, votando la sfiducia alla maggioranza della quale solo quattro mesi prima faceva parte, De Gregorio contribuì a mettere la parola fine al secondo esecutivo guidato da Romano Prodi”.

Inchiesta Corte dei Conti: possibile il danno all’immagine

Ma non è finita qui. Capitolo danno all’immagine: la Corte dei Conti può chiedere fino al doppio del valore della tangente pagata o intascata da un pubblico ufficiale o da un dipendente della pubblica amministrazione. E, sebbene il reato sia caduto in prescrizione, i giudici di secondo grado sono stati molto chiari rispetto alla condotta tenuta da Berlusconi e da De Gregorio: “È del tutto pacifico che Berlusconi abbia agito, direttamente o attraverso Lavitola, con assoluta coscienza di corrompere un senatore, compensando la condotta del pubblico ufficiale contraria ai suoi doveri di parlamentare con l’ingente somma di tre milioni di euro”. Che, raddoppiati, fanno salire l’ipotetico danno erariale a sei milioni di euro.

Candidati M5s parlamentarie elezioni 2018

Governo 2018, il programma Lavoro del Movimento 5 Stelle: ecco i punti cardine

Luigi Di Maio fidanzata: chi è Giovanna Melodia, la nuova compagna del capo politico M5S (FOTO)