di Stephanie Barone in ,

Condominio per anziani gay: ecco il progetto bolognese


 

Una casa pensata per gli anziani gay che si ritrovano soli, magari a causa di legami interrotti proprio per la loro natura: ecco il progetto bolognese che sta pensando ad un condominio esclusivamente per loro.

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La questione anziani è negli ultimi anni diventata di vitale importanza: cosa accade alle tante persone avanti con l’età che non hanno una famiglia che se prenda cura? Tra di essi alcuni sono gay, che non hanno avuto figli e che magari proprio per via della loro natura non hanno più legami con la famiglia. Di fronte a questo esigenza la Bologna Business School ha ideato il progetto “Friendly Home”, un condominio per anziani gay, messo a punto da un gruppo di professionisti dopo ben quindici mesi di studio e classificatosi terzo su sette idee relative ad altrettanti progetti innovativi. “Abbiamo stimato che almeno 35 mila persone over 55 potrebbero essere interessate a questa soluzione, potenzialmente estendibile anche ad altri grandi centri italiani e già collaudata all’estero” ha spiegato Giulia Falcone, tra le promotrici.

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L’idea per il condominio per anziani gay secondo il progetto è quella di acquisire una palazzina con almeno 50 appartamenti da adibire alla comunità LGBT, dove le persone che lo desiderano potranno trovare una casa, ma soprattutto una comunità con gli stessi valori. Una struttura, munita di servizi sotto il profilo dell’assistenza sanitaria e del tempo libero, che è quindi pensata per chi non vuole trascorrere la vecchiaia in solitudine, ma vuole anche avere la certezza di poter essere se stesso, almeno in questa parte della propria vita, senza pregiudizi o critiche da parte di estranei. Il progetto ha ricevuto anche il plauso del presidente del Cassero Arcigay Vincenzo Branà perché mira a soddisfare una necessità molto forte nella comunità gay.

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Come sarà però possibile realizzare questo condominio per anziani gay? La prossima tappa del progetto sarà quello di trovare la sostenibilità economica necessaria. L’idea sembrerebbe infatti essere o di trovare qualcuno che anticipi le quote di affitto in attesa che si trovino gli inquilini con una quota minima iniziale stimata in 400 mila euro, oppure che metta a disposizione l’immobile.

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