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Contratto di Governo Lega – M5S, coperture Flat Tax: il costo graverà sui più poveri?

Tra le politiche sociali che Di Maio e Salvini hanno in programma da inserire nel Contratto di Governo 2018 – detto anche Contratto del Cambiamento –  c’è anche la cosiddetta riforma fiscale. Cosa prevede? Quali sono le ultime notizie in merito alla Flat Tax? Salvini apre al reddito di cittadinanza, Di Maio dà ok per questa riforma del fisco 2018. Insomma, gli accordi sui programmi sembrano esserci. Ma andiamo a scoprire cosa cambierà in Italia con l’entrata in vigore della Flat Tax. Davvero favorirà i meno abbienti? Secondo quanto evidenziato da La Repubblica, la proposta di Salvini finirà con il gravare sulle spalle dei cittadini più poveri.

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Flat Tax, i costi graveranno sui più poveri?

Come scrive La Repubblica nell’edizione odierna, la Flat Tax proposta dalla Lega: “L’ipotesi del 15% e 20% – se sotto o sopra gli 80 mila euro di reddito – deve passare ancora diversi vagli tecnici (e politici). I Cinque Stelle vogliono evitare contraccolpi troppo duri sulle fasce medio-basse. E soprattutto tutelare le famiglie monoreddito svantaggiate rispetto ai single, secondo alcune simulazioni. Uno zuccherino, insomma.Necessario, chissà se sufficiente, a ingoiare l’indigesto condono, così estraneo alla cultura legalitaria del M5S. La “pace fiscale” rischia poi di non superare le forche caudine di Ragioneria, Quirinale, Ue. Nel “magazzino” di Equitalia ci sono 1.058 miliardi non riscossi. Ma solo il 4% può tornare – e in parte – a casa: 51 miliardi (lo calcolava l’ex direttore Ruffini).”

Cosa è la Flat Tax

La Lega di Salvini ha elaborato una proposta di flat tax “estrema” che prevede di sostituire l’attuale imposta sul reddito – che ha aliquote che vanno dal 23 al 43% – con un’unica imposta con aliquota fissa al 15%. Prevede una no tax area per redditi fino a 7 mila euro, ma con una “clausola di salvaguardia per tutti i redditi familiari fino a 15.000 euro i quali potranno continuare ad essere assoggettati al regime di imposta vigente nel caso il nuovo non fosse migliorativo”. Si prevede l’introduzione di due scaglioni (da 0 a 35 mila euro e da 35 mila a 50 mila euro) a cui si applica una deduzione fissa, cioè uno sconto, di 3 mila euro. Per il primo scaglione, la deduzione si applica sia alle famiglie che agli individui singoli, mentre per i redditi che rientrano nel secondo scaglione, la deduzione si applica solo ai carichi familiari. Si differenzia dalla Flat Tax di Silvio Berlusconi: c’è una versione più moderata, con aliquota al 23% l’estensione della no tax area da 8 mila a 12 mila euro. Per entrambe la costituzionalità verrebbe garantita da sistemi di deduzioni e detrazioni per i meno abbienti.

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