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Contratto di Governo Lega – M5S: i tre punti che rischiano di far saltare il banco

In mattinata le delegazioni di M5S e Lega torneranno a riunirsi sul contratto di governo mentre non si hanno ancora notizie di un nuovo vertice tra i leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio. C’è da risolvere alcune questioni relative al contratto di Governo, il cosiddetto contratto del cambiamento, su cui Lega e Movimento 5 Stelle lavorano ininterrottamente da venerdì pomeriggio. Non è semplice, si è trovato l’accordo su 15 punti fondamentali, eppure tanti altri ancora sono lontani da un compromesso. Qui di seguito riportiamo tre temi fondamentali – evidenziati nell’edizione odierna de Il Corriere della Sera –  sui quali sia Lega che Movimento 5 Stelle appaiono di gran lunga distanti. Dai migranti alla riforma della giustizia, riuscirà il Contratto di Governo alla tedesca a prendere davvero forma?

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Contratto di Governo Lega – M5S: scontro sui migranti

Scontro sui migranti. Per la Lega «L’Africa in Italia non ci sta» e per questo si vogliono introdurre regole in linea con quanto chiedono gli Stati dell’Unione Europea nettamente contrari a una redistribuzione dei profughi. Il Movimento 5 Stelle spiega che «il migrante diventato il nemico da combattere e l’Ue descritta come matrigna che impone decisioni e regole calate dall’altro» sono soltanto «concetti utili a distogliere l’attenzione dalla responsabilità dei governi che si sono succeduti». Obiettivo della Lega è «rifondare e implementare i Centri di identificazione ed espulsione, prolungare fino a sei mesi il termine per il trattenimento per rendere eseguibile l’espulsione». Oltre a introdurre «il trasferimento delle competenze per il controllo e la gestione dei Cie e dei centri di accoglienza alle Regioni», per cui è necessaria una modifica Costituzionale. I 5 Stelle, che chiedono «un’equa ripartizione delle responsabilità tra i Paesi dell’Ue» e una «gestione trasparente, controllata e tracciata dei fondi destinati all’accoglienza». La Lega prevede rimpatri forzati, i grillini mettono tra i punti fondamentali quelli «volontari».

Contratto di Governo Lega – M5S: evasione fiscale, punti distanti

Nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle ci si sofferma in maniera ampia sulla volontà di «potenziare la lotta all’evasione fiscale», ma per la prima volta, ieri,  Di Maio ha detto al Quirinale: «Carcere per chi evade». Una posizione molto lontana da quella di Salvini che, presentando la linea della Lega in vista delle urne aveva evidenziato la necessità di «invertire l’onere della prova in materia di tributaria perché oggi il contribuente è in una condizione di forte svantaggio nei confronti dello Stato che gli contesta un’infedeltà fiscale. E dunque il sistema sarà abolito: non sarà più il contribuente a dover dimostrare a proprie spese la sua innocenza, ma lo Stato a sue spese a dover eventualmente dimostrare la colpevolezza». E con l’entrata in vigore della Flat tax l’idea era quella di introdurre sanzioni amministrative più severe che però prevedono al massimo sanzioni amministrative come il ritiro della patente.

Contratto di Governo Lega – M5S: legittima difesa

Nel programma della Lega si ricorda la proposta di legge già depositata nella passata legislatura che amplia la non punibilità per chi reagisce contro furti o rapine in casa. Il testo introduce il divieto di ricorso in appello in caso di assoluzione di chi ha reagito nel giudizio di primo grado. E sbarra la strada a qualsiasi richiesta di risarcimento da parte del ladro o i suoi parenti, salvo che in caso di grave errore. La proposta di legge originaria era stata presentata da Nicola Molteni, presente al tavolo tra Lega Movimento 5 Stelle che sta lavorando al programma. Il suo nome è anche circolato come possibile ministro della Giustizia. Ma nel Movimento 5 Stelle ci sono forti perplessità su questa misura. Lo stessoDi Maio si è più volte pronunciato contro la giustizia fai da te, aggiungendo di voler «ridurre drasticamente la detenzione delle armi» e «di voler fare in modo che una persona non si debba difendere con le armi da uno che gli entra in casa».

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