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Contratto scuola 2018, via libera del Cdm al rinnovo: ecco cosa cambia

Contratto Scuola 2018, via libera dal Consiglio dei ministri al rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici della scuola, degli enti di ricerca e delle accademie, firmato l’8 febbraio scorso dall’Aran e dalle organizzazioni sindacali. Dopo l’ok del governo il contratto, rinnovato dopo 8 anni, può essere trasmesso alla Corte dei Conti per la validazione definitiva. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del presidente Paolo Gentiloni e della ministra per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha deliberato di autorizzare la stessa ministra ad esprimere il parere favorevole del governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2016-2018.

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Contratto scuola 2018, cosa cambia per i dipendenti pubblici?

Il rinnovo riguarda un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi. Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016: per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro. E’ salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.

Contratto scuola 2018, la reazione dei sindacati

Il contratto scuola è stato firmato dopo 10 anni di blocco e secondo i sindacati Cgil Cisl e Ui della scuola “segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo”.

Contratto scuola 2018, rinvio per il personale docente

Per quanto riguarda il personale docente della scuola, i sindacati precisano che “si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità”.Lavoro a Roma concorso pubblico per educatori e insegnanti

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