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Contro l’abbandono della plastica sulle spiagge: al via la campagna #iosonoambiente

Realizzata in collaborazione con il Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri e la Guardia Costiera, è partita ieri la campagna estiva #iosonoambiente. Un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente per sensibilizzare le persone contro l’abbandono della plastica sulle spiagge e per promuovere il ricorso alla plastica monouso.

Prodotti ogni anno 300 milioni di tonnellate di plastica.

Il ministero dell’Ambiente sta lavorando a una legge per tutelare il mare, ma ogni cittadino ha il dovere di rispettare l’ambiente e il diritto di godere di un paesaggio pulito. La quantità di rifiuti di plastica nei mari sarebbe in forte aumento. Ogni anno vengono prodotti a livello mondiale 300 milioni di tonnellate di materie plastiche. Almeno 8 milioni finiscono nell’oceano. A pagarne il prezzo le specie marine, gli ecosistemi ma anche l’uomo. Difatti, i danni all’ambiente rappresentano una minaccia per attività come la pesca e l’acquacoltura e per settori vitali per il paese come il turismo.

In numerose località turistiche balneari, da Miramare (Trieste) all’isola d’Elba (Livorno), da S. Maria di Castellabate (Salerno) a Lido di Noto (Siracusa), verranno distribuiti in appositi gazebi dei volantini preparati dal ministero volti ad aggiornare il pubblico sulla questione dell’inquinamento marino. Un problema, purtroppo, di cui si parla ancora troppo poco.

#iosonoambiente non è solo uno slogan, ma un modo di essere, a partire dal vivere plastic free. Iniziamo a modificare i nostri comportamenti proprio dalle vacanze al mare”, queste le parole del ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare Sergio Costa.

690 specie marine a rischio

Il mare non è soltanto lo sfondo per bei selfie da postare, non è solamente il rifugio durante le vacanze estive, soprattutto non è una risorsa facilmente rinnovabile. Compito di ogni cittadino è tutelarlo e non soltanto come paesaggio. Ognuno dovrebbe guardare al mare come ad un insostituibile e prezioso amico. La plastica dilaga negli oceani mettendo in pericolo 690 specie marine, alcune delle quali a rischio estinzione. Ed è innegabile che il 75% dei rifiuti che si riversano nei mari è di origine antropica. Il restante lo è indirettamente, proprio perché deriva dalle navi, che sono pur sempre condotte dall’uomo. Se non si cambia lo stile di vita, secondo il rapporto Stemming the Tide, prodotto da Ocean Conservancy, nel 2025 ci potrebbe essere una tonnellata di plastica per ogni tre tonnellate di pesci nell’oceano. Numeri e cifre allarmanti.

Pertanto progetti come #iosonoambiente servono in primis ad educare le future generazioni a rispettare l’equilibrio della natura, ad apprezzare la bellezza del territorio e a tutelare l’habitat naturale di flora e fauna.Il mare è nostro, il mare è di tutti.

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