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Coppia uccisa a Rolle: massacro compiuto da più persone? La difesa di Sergio Papa dà battaglia

Coppia uccisa a Rolle: i difensori di Sergio Papa, il 36enne di Refrontolo accusato del duplice omicidio, hanno chiesto alla Procura la possibilità di effettuare un nuovo sopralluogo all’interno del casolare a Rolle di Cison di Valmarino dove lo scorso 1° marzo è avvenuto il massacro di Loris e Anna Maria Nicolasi. Lo scopo è di poter rinvenire elementi investigativi utili a smantellare i quadro accusatorio messo in piedi dagli inquirenti a carico dell’indagato – reputato l’unico responsabile del delitto – e dimostrare che una tale ferocia non può essere stata opera di una sola persona.

delitto rolle di cison

Un nuovo sopralluogo e nuovi accertamenti, quindi, questa la richiesta della difesa di Sergio Papa, che da quando è stato arrestato nega ogni addebito e dice di avere un alibi per l’ora del delitto. Secondo la Procura, invece, sulla base delle indagini compiute dai carabinieri di Treviso, Papa il giorno prima del delitto era stato sorpreso dal signor Loris all’interno della sua proprietà; l’uomo lo aveva cacciato via in mal modo, ma la mattina successiva l’indagato ci sarebbe tornato e sarebbe stata la signora Anna Maria, uscita fuori per dar da mangiare alle galline, a trovarselo di fronte. A quel punto, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe scoppiata una lite ed il 36enne l’avrebbe colpita con una roncola. Attirato all’esterno dalle grida della moglie, uscito fuori per capire cosa le stesse accadendo, anche Loris è stato colpito a morte da molti fendenti al capo e al ventre, con una terribile ferocia  A questo punto Papa sarebbe fuggito con una Panda rubata e ritrovata bruciata poco lontano. Le indagini difensive sono state avviate dall’avvocato di Papa, Alessandra Nava, mentre si attendono gli esiti del sopralluogo dei Carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Parma.

coppia uccisa a rolle

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Fu Sergio Papa, interrogato prima dell’arresto, a riferire che i graffi sul volto glieli avrebbe fatti il signor Loris, ma il giorno prima dell’omicidio. Rivelazione che per gli investigatori l’indagato ha fatto solo per giustificare l’eventuale ritrovamento del suo Dna sotto le unghie di Loris Nicolasi.

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