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Cosa è il 5×1000? Come si calcola e le differenze con 8×1000 (GUIDA COMPLETA)

Nel periodo in cui si torna a parlare di impegni fiscali con le dichiarazioni dei redditi 2018 andiamo a scoprire cosa è il 5×1000. Si tratta di una misura fiscale che consente ai contribuenti di destinare una quota dell’IRPEF (pari, appunto, al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) a enti che si occupano di attività di interesse sociale, come associazioni di volontariato e di promozione sociale, onlus, associazioni sportive che svolgono prevalentemente attività socialmente utili, enti di ricerca scientifica e sanitaria.Non è una donazione, quindi non beneficia delle connesse agevolazioni fiscali (non si può detrarre dalle tasse), ma non comporta neppure oneri aggiuntivi (in pratica non costa nulla) in quanto il contribuente è comunque tenuto a pagare l’IRPEF.

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La storia del 5×1000

Istituito nel 2006 in forma sperimentale, il 5×1000 è diventato un mezzo di sostentamento indispensabile per gli enti non profit; grazie ad esso, i cittadini, con le loro preferenze, permettono uno sviluppo armonico e responsabile del cosiddetto terzo settore, anche in virtù del fatto che le associazioni sono tenute a dimostrare come hanno impiegato le risorse ricevute. Si può parlare, a tal proposito, di sussidarietà orizzontale: il 5×1000 rappresenta per il cittadino un modo democratico per sostenere attività socialmente utili senza alcun aggravio, mentre per lo Stato si tratta di una voce di spesa, dal momento che una porzione del gettito fiscale risulta vincolata alle finalità scelte dal cittadino.

Chi sono i beneficiari del 5×1000?

Potendo scegliere i beneficiari di una quota dell’imposta sul reddito, il contribuente esercita una sovranità inusuale, dal momento che di solito spetta al Parlamento stabilire l’impiego del gettito fiscale.Gli elenchi dei soggetti beneficiari del 5×1000 sono pubblicati sul portale dell’Agenzia delle Entrate, dove è presente anche un motore di ricerca che permette di individuare tutti gli enti iscritti.Il 5 per mille è una forma di sussidiarietà orizzontale, un principio che implica la collaborazione del cittadino con le istituzioni per l’attuazione di interventi socialmente rilevanti.

Differenza tra 5×1000 e 8×1000

Ma qual è la differenza tra queste due misure? Il contribuente in sede di dichiarazione dei redditi è invitato a esprimere anche la propria preferenza sul cosiddetto 8×1000 dell’IRPEF, ossia sulla possibilità che lo Stato devolva l’8×1000 dell’intero gettito fiscale a una confessione religiosa di sua scelta. La scelta può essere operata tra Stato, Chiesa Cattolica, Chiesa Avventista del settimo giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiese Metodiste e Valdesi, Chiesa Luterana in Italia, Comunità Ebraiche Italiane, Unione Buddhista, Unione Induista, Chiesa Apostolica, Diocesi Ortodossa Italiana, Unione Cristiana Evangelica Battista.Sulla base delle scelte operate dai contribuenti sono poi effettuati gli opportuni calcoli per attribuire a ciascun soggetto la relativa quota di gettito sulla base delle percentuali ottenute.È molto importante non confondere il 5×1000 con l’8×1000: si tratta di due misure diverse e non alternative l’una all’altra.

Come devolvere il 5×1000

Il cittadino può aderire al 5×1000 in due modi: scegliendo solo il settore di interesse sociale (ad esempio volontariato), oppure inserendo il codice fiscale dell’ente.Nel primo caso il contribuente deve apporre la propria firma in corrispondenza di una delle 6 caselle presenti nel modello della dichiarazione dei redditi (Modello Unico, CU, 730), corrispondenti alle diverse finalità di destinazione. Chi invece desidera che il proprio 5×1000 sia interamente destinato a uno specifico ente, dovrà anche scrivere il codice fiscale del soggetto prescelto nell’apposito spazio. In caso di mancata indicazione della destinazione del proprio 5×1000, questo resterà allo Stato.

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