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Cosa succede in Siria nel 2018? Il possibile conflitto internazionale

Cosa succede in Siria nel 2018? Gli ultimissimi giorni stanno portando a una tensione alle stelle. Il mondo teme un attacco delle forze occidentali in Siria e, nel frattempo, Stati Uniti e Russia si affrontano a colpi di minacce a distanza. Il Pentagono si dice “pronto” a presentare opzioni militari. L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Eurocontrol) ha pubblicato un’allerta su possibili bombardamenti “entro le prossime 72 ore” chiedendo alle compagnie aeree la “dovuta considerazione” nel pianificare voli nel settore del Mediterraneo Orientale. La Russia avverte che risponderà a ogni missile e il presidente americano assicura che “arriveranno”. Vladimir Putin, senza rispondere direttamente, definisce la situazione nel mondo “preoccupante” e “caotica” ma spera che “il buonsenso prevalga”.

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Cosa succede in Siria: la posizione di Mosca

Mosca ha già avviato delle esercitazioni navali nella acque territoriali siriane e risponde agli Stati Uniti che “i missili dovrebbero colpire i terroristi e non un governo legittimo” e insinua che eventuali attacchi statunitensi potrebbero essere usati per “cancellare le tracce” di quanto realmente accaduto a Duma, dove i russi dispiegheranno da oggi la propria polizia militare. Inoltre, Mosca ha accusato i “Caschi bianchi” di aver inscenato il presunto attacco chimico, ma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha reso noto che circa 500 persone si sono rivolte ai centri medici di Duma “con i segni e i sintomi di esposizione ai gas”. Le milizie di Hezbollah si sono ritirate dalla base aerea T4 di Homs e, nella mattinata, è circolata la voce di un trasferimento con un convoglio russo del presidente Bashar al-Assad che avrebbe lasciato il palazzo presidenziale di Damasco in direzione del confine libanese.

Cosa succede in Siria: la posizione di Donald Trump

Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a intervenire: “La Russia afferma che abbatterà ogni missile che sarà sparato contro la Siria. Preparati Russia, perché arriveranno, belli nuovi e ‘intelligenti'”, ha scritto il presidente in un Tweet rispondendo al monito di Mosca in cui aveva annunciato che avrebbe “abbattuto e risposto a ogni missile lanciato”. “Non dovreste essere alleati con l’animale che uccide con il gas“, ha aggiunto il presidente americano condannando ancora i russi per la loro vicinanza a Bashar al-Assad “che uccide il proprio popolo e se ne rallegra”. I rapporti con la Russia non sono mai stati così difficili: “Il nostro rapporto con la Russia non è mai stato peggiore, neppure durante la Guerra Fredda. Non c’è alcuna ragione per tutto ciò. La Russia ha bisogno di noi per risollevare la sua economia, qualcosa che sarebbe davvero facile da fare, e abbiamo bisogno che tutti i Paesi lavorino insieme. Stop a corsa alle armi?”.

Cosa succede in Siria: la posizione dell’Europa

Dopo l’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron di reazioni nei prossimi giorni, anche la premier britannica Theresa May ha avvertito che “l’uso continuo di armi chimiche non può restare senza risposta” e “stiamo lavorando con i nostri più stretti alleati per capire come assicurare che i responsabili ne rendano conto, come possiamo prevenire l’utilizzo di armi chimiche e come fermare la catastrofe umanitaria causata da questo uso”, Parigi, Washington e Londra starebbero valutando “un’operazione militare congiunta, possibilmente guidata dalla Francia anziché dagli Stati Uniti, per inviare il messaggio di unità internazionale”.

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