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Cos’è la cannabis light e quali sono gli effetti: perché il Consiglio Superiore di Sanità ha bocciato la vendita

Il Consiglio Superiore di Sanità (Css) ha detto no alla vendita di cannabis light per un principio di precauzione e di tutela di consumatori inconsapevoli. In pratica, la posizione del Css è che gli effetti del Thc anche a bassa concentrazione su alcuni soggetti come anziani, madri in allattamento o persone con patologie particolari siano ancora poco studiati. Dopo il parere del Css adesso la decisione di vietare la vendita spetta al Ministero. Ma cos’è la cannabis light? Come funziona in Italia? Quali sono i possibili effetti? Ecco tutto quello che c’è da sapere e che fine potrebbero fare i vari negozi – tra cui quello aperto poche settimane fa da J-Ax – con il divieto che potrebbe arrivare, definitivamente, entro pochissimi mesi.

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Cos’è la cannabis light in Italia

In Italia la cannabis light – detto ‘spinello leggero’ -,  bocciata oggi da Consiglio superiore di sanità, è stato reso legale dalla legge 242/2016 sulla coltivazione e la filiera della canapa: la normativa ha creato un ‘cuscinetto’ di esenzioni di responsabilità per l’agricoltore nel caso in cui i risultati a un controllo rivelino una quantità di Thc superiore a 0,2%, ma inferiore a 0,6%. Per la ‘cannabis light’, che mantiene le proprietà del cannabidiolo ma senza gli effetti psicoattivi, si usano dunque le infiorescenze di varietà di canapa per usi industriali già presenti nell’elenco ufficiale delle sementi coltivabili in Italia e quindi con un tenore di Thc inferiore al limite di legge.

Perché il Consiglio superiore di sanità ha bocciato la cannabis light

Come riporta La Repubblica, il CSS ha bocciato la cannabis light in Italia poiché: “La biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni (sono di 0,2%-0,6%, le percentuali consentite dalla legge, ndr) non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine”.cannabis piemonte

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