di Saverio Bucciantini in

Cos’è la Social Media Optimization


 

Fino a qualche anno fa per dare visibilità ad un sito web c’era un unica strada da percorrere : posizionarsi su Google. Tu chiedevi al potente motore di ricerca, e Google rispondeva, mostrandoti i risultati per lui più attinenti

Social Media Cinesi

Poi un bel giorno, mentre Google era impegnata a difendere la propria egemonia dall’attacco di grossi competitor come BING e Yahoo! , un giovane sbarbatello di appena 20 anni si inventa una directory per racchiudere tutte le informazioni più interessanti sugli studenti del suo ateneo, Harvard.

Come si andata a finire la storia lo sappiamo tutti. Nasce Facebook, che impiega 4 anni per raggiungere 100 milioni di utenti e altrettanti 4 per volare al miliardo di utenti. Nasce un trend diverso. Oggi non vengono più chiamate directory di utenti, ma “social networks”. Con gli anni crescono, si migliorano, offrono funzionalità dedicate a grandi masse e a piccole nicchie di mercato. Basti pensare a YouTube (video), Pinterest (immagini), Twitter (microblogging), Instagram (mobile foto sharing), LinkedIn (lavoro). Google, anche se non lo ammette, comincia ad impaurirsi, acquista YouTube, ma non basta.

Gli investimenti dei grossi brand si spostano verso il mercato social. Il potente motore di ricerca corre ai ripari, apre Google+, un clone di Facebook, per molti versi molto migliore del popolare Social di Mark Zuckerberg, ma con una grossa falla : la mancanza di una massa critica di utenti attiva. Prova così in tutti i modi a cambiare le carte in tavola, stravolge le serp dividendole in due, mostrando contenuti organici e contenuti sociali (presto anche in Italia). Inserisce la possibilità ai blogger di unire il proprio profilo  Google + con tutti gli articoli che scrivono per i vari blog e mostrarli nelle Serp. Si inventa anche un algoritmo che calcoli l’authorship di un blogger. Tutto questo per un unico scopo e cioè contrastare i Social Network.

In molti si accorgono che i Social Network possono portare tantissima visibilità, in tempi ben più rapidi di Google, e a costi minori. Nasce la SMO, Social Media Optimization. FarmVille ne è stato uno dei pionieri. Chi di voi non si ricorda la miriade di notifiche che arrivavano su Facebook da questo popolare gioco? In molti lo ribattezzarono “SpamVille”, questo è vero, ma c’è da dire che il gioco permise alla società Zynga di crescere e diventare il maggiore colosso di giochi online al mondo. Tutto grazie alla potenza dei Social Network, visto che il gioco FarmVille non era neanche presente in Google.

Google Concorrenza Social Media

Giunti a questo punto va fatta una premessa. Google è una società in salute, che nell’ultimo trimestre ha registrato un utile netto di 2,18 miliardi di dollari. Nonostante ciò, continua a perdere clienti mese dopo mese. L’utile netto, nello stesso periodo del 2011, era stato del 20% superiore.

Risulta quindi ormai chiaro che avere visibilità, in termini sociali, possa convenire molto ad aziende e specialisti. I Social Media permettono di profilare meglio gli utenti, in base ai propri interessi, ai dati demografici, al sesso, consentono di instaurare dei legami più forti con i brand, consentono di conversare direttamente con il pubblico. E’ quindi ormai palese che, più visibilità si raggiunge tramite i Social, e meglio è.

La Social Media Optmization è la scienza che, analogamente a quello che fa la SEO (Search Engine Optimization) studia tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico (accessi) che un sito web o un profilo sociale riceve tramite i Social Networks. Chi si occupa di #SMO (uno degli hastag più in voga su Twitter), si deve preoccupare di interagire con gli utenti, come se fosse un Community Manager, ma seguendo le regole dettate da ciascun Social Network. L’obiettivo è quello di aumentare l’engagement degli utenti e la portata virale dell’attività sociale, utilizzando tecniche di ottimizzazione lato Social sarà possibile aumentare la visibilità di un progetto web based. Nel prossimo articolo parleremo di tecniche white hat per promuovere una pagina Facebook.

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