di Francesco Tedeschi in

Cos’è l’inflazione? E’ vero che è troppo bassa?


 

Negli ultimi anni l’inflazione sta diventando un problema “al contrario”. Economisti e politici si preoccupano del fatto che sia troppo bassa, in Italia e nel resto della zona euro. E’ davvero un problema? E soprattutto, è proprio vero che è bassa? C’è una bomba pronta ad esplodere?

inflazione

“L’inflazione è troppo bassa nella zona euro… è necessario stimolarla…” Quante volte avete sentito negli ultimi anni questi allarmi paradossali nei telegiornali? L’inflazione, l’incubo che la stessa Italia ha vissuto a cavallo tra fine anni ’70 ed inizio anni ’80, l’inflazione che la BCE, per suo scopo fondativo, deve “tenere sotto controllo” in Europa, viene da un momento all’altro considerata una cosa positiva. Vi pare un filino strano? Ebbene, lo è strano. Andiamo a vedere perchè.

Cos’è l’inflazione?

L’inflazione, in termini più semplici possibili, consiste nella perdita di valore della moneta utilizzata come mezzo di scambio. Il valore di una moneta non è nient’altro che la quantità di mele, caramelle o televisori che con una data quantità di quella moneta potete comprare. Se i prezzi dei prodotti salgono, potrete comprare meno beni a parità di spesa. Chi ha uno stipendio fisso, in presenza di inflazione, potrà comprare sempre meno beni, con l’andare del tempo. O risparmiare sempre meno. L’inflazione non è nient’altro che questo. Per chi ha uno stipendio fisso è un male, indubbiamente. Chi invece lavora in proprio e può decidere il prezzo delle proprie prestazioni, può, entro certi limiti, adeguare le proprie entrate alzando il prezzo delle proprie prestazioni, o dei prodotti che vende. Diciamo che per chi può, mese per mese, “fare il prezzo” del proprio “stipendio”, l’inflazione è un fenomeno “ininfluente” quando è contenuta. Sopra un certo limite, diventa un danno anche per lui, dato che non può aumentare indefinitamente i propri prezzi e trovare sempre clienti in grado di pagarli. Per lo Stato, invece, l’inflazione può essere addirittura un fenomeno positivo. Inizialmente infatti, l’aumento dei prezzi fa aumentare automaticamente il gettito fiscale, ad esempio quello dell’IVA. Di conseguenza per lo stato, diventa “più facile” pagare i propri debiti. Ovviamente quando il livello d’inflazione è tale da mettere in difficoltà tutta l’economia, anche per lo stato il giochetto si rompe.

Come si misura l’inflazione?

I metodi di misurazione dell’inflazione sono vari: quello a cui ci si riferisce più comunemente come indice di riferimento si chiama IPC, o Indice dei Prezzi al Consumo. Viene calcolato rilevando le variazioni dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato comunemente “Paniere ISTAT”. Il totale dei prodotti e servizi su cui vengono misurate le variazioni di prezzo è di 1481: riguardano una vasta gamma di settori: dall’alimentazione ai beni durevoli come gli elettrodomestici; dalle spese per l’istruzione alle spese voluttuarie come quelle per la ristorazione o il divertimento; dalle spese di trasporto a quelle sanitarie. La media ponderata delle variazioni di prezzo di tutti questi 1481 beni e servizi, è quell’indicatore chiamato IPC, chiamato comunemente inflazione, che viene utilizzato come indice di riferimento da politici ed economisti per valutare l’andamento dei prezzi, e agire di conseguenza.

Come sistema di calcolo dell’inflazione, l’Indice dei Prezzi al Consumo, si presta a varie critiche: la grande varietà di prodotti scelti e la complessità dei coefficienti con cui ciascun prodotto contribuisce alla valutazione, sono 2 fattori che possono portare a errori di calcolo molto elevati. Inoltre, è un sistema molto facile da manipolare: se chi lo calcola ha interesse a far sembrare l’inflazione più alta o più bassa, non ha che da variare i coefficienti relativi tra una categoria di prodotto e un’altra, una variazione che può essere fatta, ufficialmente, anche una volta all’anno, così come una volta all’anno si può decidere di includere alcuni prodotti ed escluderne altri. Ad esempio, a gennaio di quest’anno, sono stati aggiunti al “Paniere ISTAT” prodotti come le Action Camera, la birra artigianale, le asciugatrici, gli smartwatch, i prodotti per vegani; mentre sono state escluse dal calcolo le telecamere “tradizionali”.

La stessa presenza di prodotti di alta tecnologia nel paniere rappresenta una fonte di errori di calcolo molto grave: i prodotti tecnologici, per loro natura, presentano frequenti avvicendamenti tra un prodotto e l’altro, il nuovo prodotto ha molte più funzioni di quello che sostituisce, e quello sostituito vede una caduta di prezzo repentina. Un altro fattore che rende l’indice IPC “incompleto” è che, pur comprendendo i prezzi degli affitti, non comprende il valore delle abitazioni. Un problema di cui parleremo in seguito…

L’inflazione in Europa è troppo bassa: è un problema?

E veniamo alla domanda che ci siamo fatti all’inizio. Come mai sarebbe un problema una bassa inflazione? Se l’inflazione è bassa, o se addirittura i prezzi scendono, e si va quindi in “deflazione“, chi ha uno stipendio può comprare più beni. O risparmiare di più. Sarebbe un problema? Gli economisti, e chi governa la BCE, ci dicono che sarebbe un problema: a sentire loro se un consumatore vede scendere i prezzi, decide di NON acquistare, perchè si aspetta che scendano ancora. Vi sembra una cosa sensata? Aspettate forse che passi il Natale per comprare il panettone perchè sapete che dopo Natale lo scontano? Se vi arriva un’offerta per una vacanza last minute proprio nel periodo di un anniversario, aspettate forse a coglierla perchè pensate che il prezzo scenderà ancora? Se non vi sembra un ragionamento sensato, beh, avete ragione, non lo è.

Vi diranno magari che in presenza di inflazione, aumentano i posti di lavoro. E ancora una volta staranno facendo un ragionamento sbagliato alla radice. E’ vero che negli stati con bassa disoccupazione e alti redditi, il costo della vita è alto. Ma non è vero il contrario, ossia che in uno stato con alta disoccupazione, l’aumento dell’inflazione faccia aumentare i posti di lavoro. Significa scambiare letteralmente la causa con l’effetto.

Con la motivazione di stimolare questa benedetta inflazione, l’Unione Europea, o per meglio dire la BCE, va avanti a stampare euro dal nulla, al ritmo di 60 Miliardi al mese. Il famoso bazooka monetario di cui abbiamo parlato a suo tempo: stampare denaro dal nulla fa aumentare l’inflazione. E si stupiscono che l’inflazione non salga. Una cosa non così vera: nel resto d’Europa il prezzo delle abitazioni è tornato a salire. In Italia questo non avviene ancora per motivi tutti italiani (difficoltà ad ottenere i mutui, tasse sugli immobili, difficoltà a farsi pagare l’affitto dagli inquilini morosi), ma nel resto d’Europa (e del mondo sviluppato) i prezzi degli immobili sono tornati fuori controllo. Le politiche dei tassi a zero, hanno come conseguenza anche l’abbassamento degli interessi sui mutui, fattore che notoriamente “droga” il mercato immobiliare. Il fatto che il prezzo delle abitazioni non sia compreso nel paniere ISTAT, non fa cogliere la reale inflazione, che si manifesta anche attraverso il prezzo di un bene fondamentale come l’abitazione. Ma quel che è peggio, è che la situazione è ancora peggio di ciò che sembra…

Inflazione: è proprio vero che è bassa?

Il comunicato stampa ISTAT di Gennaio ci ha informato sul fatto che l’inflazione, tra gennaio 2017 rispetto a gennaio 2016 sia stata pari allo 0,9%, come dal grafico riportato in alto. Apparentemente molto bassa. Anche rispetto a quel 2% che la BCE dice di avere come obiettivo. Ma è davvero così bassa? E’ davvero necessario “stimolarla”? Leggendo tra le righe, ossia guardando come le varie categorie di prodotti contribuiscono alla variazione dei prezzi, possiamo notare 3 categorie che hanno conosciuto un’elevata inflazione, che abbiamo evidenziato nella tabella.

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Come si può vedere, a fronte di un’inflazione annua media dello 0,9%, gli “alimentari non lavorati”, hanno conosciuto un aumento di prezzo del 5,3%. I beni energetici “non regolamentati”, ossia i carburanti, sono aumentati addirittura del 9%. In generale, pur in presenza di una contrazione nel prezzo delle “bollette” (energia elettrica, o gas, ossia i beni energetici “regolamentati”), i Beni energetici nel loro complesso sono aumentati del 2,7% ossia già più dell’inflazione obiettivo del 2%. In altre parole, al netto della birra artigianale, o del prezzo dei ristoranti, o degli smartwatch, le tre voci di pura sopravvivenza di una famiglia, ossia cibo, “bollette” e benzina, hanno visto una crescita preoccupante dei prezzi e quindi una inflazione già potenzialmente “esplosiva”. Sì perchè l’inflazione ha il brutto vizio di autoalimentarsi, una volta innescata. E una volta che esplode, buonanotte…

Perchè, quindi, continuano a raccontarci che l’inflazione sarebbe troppo bassa? Beh, abbiamo visto sopra che con l’inflazione gli stati ci pagano il debito. O ne fanno altro a poco prezzo. Lo stampaggio di moneta dal nulla da parte della BCE, in realtà è una enorme operazione di acquisto dei titoli di stato della zona euro, da parte della Banca Centrale Europea. Questo ha mandato a zero, e spesso sottozero, gli interessi che gli stati pagano sul debito, producendo un enorme risparmio, che molti governi (tipo uno in particolare) stanno utilizzando per fare altro debito, altro deficit, attraverso una serie continua di sprechi che aumentano invece di diminuire. Con gli sprechi si compra il consenso, o i voti, se preferite, senza alzare le tasse. Facendo però alzare la tassa peggiore di tutte, quella che diminuisce il numero di beni che potete comprare a parità di stipendio. Avete capito bene, lei, l’inflazione. Rimedi? Chi può metta da parte dei mezzi di scambio non soggetti ad inflazione, perchè la loro quantità non può essere aumentata a piacimento. Oro, argento e bitcoin, ad esempio…

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