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Cosentino: accetto l’esclusione, non svendo la dignità per l’immunità

“Non svendo la mia dignità in cambio dell’immunità”, questa l’espressione con cui Nicola Cosentino ha confermato la sua scelta di ritirarsi dalle elezioni, se questo può servire a far guadagnare voti, a livello nazionale, al PDL.

In merito alle accuse di collusione con la camorra, ricordategli dai giornalisti presenti in sala, il Senatore conferma che da due anni chiede di essere processato, sottintendendo, neanche velatamente, che evidentemente non c’è alcun concreto elemento di prova delle accuse rivoltegli sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

nicola cosentino pdl

Uno degli aspetti su cui è chiamato a “rispondere” è quello della notizia circolata ieri, secondo cui sarebbe “fuggito” con le liste e le firme a sostegno, confermando, col sorriso sulle labbra, come le une e le altre, fossero state consegnate regolarmente, dal coordinatore Nitto Palma, alle 15 di ieri.

Sarcastico è pure il giudizio, nel merito, sull’accusa che gli viene rivolta, di essere “il referente politico” dei Casalesi, in quanto questi camorristi non sarebbero stati tanto furbi ad appoggiare un politico che, a causa di queste accuse, ha perso cariche pubbliche e politiche nel suo partito. “La camorra cerca di avvicinare chi è al potere”, ha poi rimarcato, sottolineando che in Campania il potere da 20 anni è in mano ad “una certa parte politica”.

Lo stesso Bassolino, fa notare, “prendeva il 83% dei voti a Scampia ed altre località tristemente famose”, e l’unico parlamentare “casalese” è Bocchino, perché eletto nel collegio di Casal di Principe “dalla grande maggioranza di persone oneste di quella città”, mentre lui stesso avrebbe ottenuto successi elettorali, con il sistema delle preferenze, in località come Piedimonte Matese, estranee ai fenomeni malavitosi.

Ce n’è anche per i PM che lo accusano, il principale dei quali, fa notare, “si è tolto la toga” ed è diventato assessore nella giunta di De Magistris. Non mancano frecciate ad Alfano, a cui allude con l’espressione “perdente di successo”, ed a Caldoro, che ora “non potrà più giocare al buono ed al cattivo, dato che il cattivo, che sarei io, non c’è più” e Caldoro è rimasto da solo ad organizzare la campagna elettorale.

Alle ultime domande dei giornalisti, Cosentino ribadisce “non temo il carcere”, in quanto convinto che un eventuale processo lo vedrebbe completamente prosciolto, “e se ci dovessi andare comunque, non rinuncerei alla mia dignità”.

Leggi anche -> Diretta testuale della conferenza stampa di Nicola Cosentino

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

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