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Counselor e Psicologi, antipatia giustificata

Negli ultimi anni, molte società di formazione hanno creato queste nuove figure professionali impartendo più o meno i principi che regolano la professione. Il counselor dovrebbe essere una figura di supporto  a persone che incontrano problemi in vari ambiti della loro vita (lavoro, infanzia, famiglia ecc.) ed il suo ruolo è quello di accompagnarli e sostenerli per metterli in grado di trovare in autonomia una soluzione viabile. Si tratta di professionisti che dispongono di risorse personali e tecniche specifiche per aiutare altre persone attraverso la relazione a prendere consapevolezza dei propri problemi e quindi a risolverli.

In conclusione, secondo il teorico del counseling Carl Rogers, i counselor sono esperti di rapporti umani che hanno i mezzi per supportare attraverso il colloquio, ed il rapporto umano.
Detto così i counselor somigliano un pò troppo a psicologi e psicoterapeuti e, sebbene sia chiaro che Rogers ed i teorici del counseling sappiano benissimo che la psicoterapia è un’altra cosa, troppe persone si approfittano di questo titolo per definirsi terapeuti.

Supportare le persone attraverso il dialogo è ben diverso dal saper gestire la salute psichica di un paziente e spesso, la mancata capacità di identificare una terapia psicologica adeguata, può fare danni non indifferenti.

Il counselor è una sorta di consulente che non può assolutamente svolgere terapia semplicemente perchè non ha le basi per gestire l’equilibrio psicologico di una persona. Al contrario uno psicologo o psicoterapeuta laureato  è un professionista formato che può curare i pazienti e tutelare il loro diritto alla salute.
L’inondazione di counselor ha portato non pochi problemi agli psicologi che ricordano che, per esercitare la professione di psicologo non è solo necessario averne i titoli ma è importante essere iscritti all’Albo Nazionale degl Psicologi, dove chiunque può consultare gli elenchi semplicemente digitando nome e cognome del professonista. Oltretutto, i falsi professionisti non possono proporre parcelle per prestazioni sanitarie e consentire ai pazienti di scaricare gli importi a fini fiscali, come previsto della legge.

In conclusione, non ce l’abbiamo certo con i counselor, che svolgo una professione rispettabile nè con chi forma queste figure. Ce l’abbiamo però con i counselor che si comportano in modo simile ad un cartomante e che ingannano le persone spingendosi oltre le loro capacità.
Purtroppo in Italia scherzare con la salute dei pazienti per fare business è pratica comune da parte di certi criminali ma è pur vero che sono una minoranza dalla quale i veri counselor dovrebbero prendere le distanze.

Fonte: Psicologo Livorno

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

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