di Valeria Panzeri in

Crepapelle di Paola Rondini: tra chirurgia plastica e ricordi di guerra


 

Crepapelle di Paola Rondini è un libro che seduce per i numerosi strati di narrazione che custodisce

Crepapelle – ultima fatica letteraria di Paola Rondini edito da Intrecci edizioni – è un libro che parte da uno spunto per poi aprirsi in un gioco di scatole cinesi che rivelano altri significati, altre storie. Giacomo Selvi è un chirurgo plastico lanciato verso una carriera strepitosa: rampante, sicuro, strapagato e con l’ego ingrassato da donne compiacenti e incantate dalla sua fiaba. Ma si sa che il lato oscuro in ogni fiaba è il vero motivo per il quale i bambini ne restano ipnotizzati. Così accade che un giorno, fermo a un incrocio, il medico si imbatte in un uomo misterioso che gli consegna un bigliettino, il cui contenuto ha il potere di generare una crepa sulla sua facciata vincente. A fare le spese di questo improvviso e disturbante evento è la cinquantenne Greta, una donna che ha deciso di affidarsi alle mani del chirurgo plastico del momento al fine di realizzare il sogno di dominare il tempo, un piccola truffa in realtà: ci si accontenta di nasconderne i segni, in questo Selvi è il migliore. Fino a quel giorno, almeno, è stato così. La crepa diventa presto uno squarcio amplificato dalla vista di un tatuaggio giovanile sulla schiena della sua cinquantenne paziente, già sedata e pronta all’intervento.

Il bisturi indugia, Selvi ha paura e per la prima volta dopo chissà quanto tempo prova la sensazione di non fidarsi più di sé stesso. Da lì si snoda la storia, fatta di rincorse, scuse, ricordi, compensazioni e anche violenze dimenticate di quello che chiamiamo Secolo Breve, forse perché con due guerre mondiali non c’è stato modo di annoiarsi. Ed è così che il mito della bellezza eterna si mischia a racconti semidimenticati di celebrità di provincia come la storia di Orlando, il calzolaio di un paesino soprannominato da tutti Crepapelle, torturato a morte dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Pian piano la prospettiva si apre e diventa più ampia, i destini si incrociano e il passato affiora, talmente doloroso da poter intaccare il presente. La pelle, come filo conduttore: i mali sottopelle mai sopiti, i tatuaggi incisi sulla pelle a ricordare vergogne giovanili, la pelle da incidere e manipolare consegnando nuove identità, il calzolaio e la sua morte atroce legata alla pelle.

Un libro che si inabissa piano e va in profondità con il pregio di regalare una narrazione scorrevole e raffinata. Fin sotto la pelle, a crepapelle.

 

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