di Andrea Monaci in , ,

Crisi Corea del Nord-Usa, «Unica opzione il dialogo» ma Pyongyang è pronta a colpire “lontano”


 

Se non scegliessero il dialogo gli Stati Uniti andrebbero incontro ad una catastrofe diplomatica. E’ l’opinione di un numero crescente di osservatori. Intanto però, l’opzione militare resta la prima scelta di Trump, anche perché la Corea del Nord con i suoi missili potrebbe colpire molto lontano

Nella crisi tra Corea del Nord e Stati Uniti l’unica opzione sensata è il dialogo. Lo dicono sempre più osservatori convinti che una ulteriore escalation della crisi non convenga prima di tutto, proprio agli Stati Uniti. Intanto però Pyongyang, dopo il lancio dimostrativo di martedì, fa capire che potrebbe colpire con i suoi missili anche “lontano” dal proprio territorio, molto più lontano di Guam.

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Crisi Corea del Nord-Usa: opzione militare o dialogo?

Mercoledì scorso Trump aveva chiuso le porte al dialogo con Pyongyang. «Sono 25 anni che gli Stati Uniti parlano con la Corea del Nord e pagano un’estorsione. Il dialogo non è la risposta» aveva detto il Presidente USA. In America ci sono crescenti richieste perché Trump prenda in considerazione l’uso dell’opzione militare. Tuttavia molti esperti affermano che l’azione unilaterale non sarebbe fattibile. perché potrebbe danneggiare le relazioni statunitensi con i suoi alleati dell’Asia orientale e danneggiare il suo stesso status nella regione. Gli Stati Uniti dovrebbero quindi cercare di accelerare sui negoziati, spingendo prima sull’inasprimento delle sanzioni contro la Corea del Nord.

Crisi Corea del Nord-Usa: «Opzione militare ultima spiaggia»

Balbina Hwang, visiting professor al Centro per gli studi sulla sicurezza dell’Università di Georgetown, ha dichiarato al The Korea Times che l’opzione militare sarebbe l’ultima spiaggia per Trump, in quanto causerebbe significative perdite sul terreno della diplomazia agli Stati Uniti.

«L’intera situazione della sicurezza sulla penisola e in tutta l’Asia orientale  – dice Hwang – si modificherebbe in modo drastico e drammatico anche solo a considerare l’avvio di un attacco militare completamente unilaterale alla Corea del Nord, senza nemmeno una notifica minima alla Corea del Sud, o certamente senza alcuna cooperazione o accordo con il Seul».

Crisi Corea del Nord-Usa: Pyongyang potrebbe colpire persino le Hawai?

Un incubo che ricorre tra gli analisti militari USA: fino a dove potrebbero colpire i missili balistici della Corea del Nord? Secondo i servizi di intelligence americani Pyongyang non avrebbe la capacità di colpire con accuratezza oltre i 3.000 chilometri dalle proprie coste. Quindi nemmeno Guam dovrebbe essere davvero a rischio, essendo distante circa 3.500 km dal territorio nordcoreano. Questo anche se il test effettuato martedì scorso, con il sorvolo dei cieli del Giappone direbbe l’esatto contrario. Alcuni analisti indipendenti parlano invece di capacità sottovalutate e della possibilità che Pyongyang possa utilizzare vettori con portata ben superiore ai 5.000 km, quindi in grado di raggiungere obiettivi ben oltre l’isola di Guam, forse anche fino alle Hawai, distanti oltre 11.000 chilometri.

Distanza tra Pyongyang e Guam

La conferma arriva anche da Seul, per bocca del vice ministro della Difesa sudcoreano. Suh Choo-suk ha spiegato in un’audizione parlamentare che «è necessaria un’attenta analisi sul punto” aggiungendo di ritenere basate su “speculazioni” le ricostruzioni di media secondo cui il missile di Pyongyang si sarebbe spezzato in tre pezzi, quale fallimento della parte finale del test.Con quale precisione non è dato sapere, ma già poter disporre di missili di quella gittata rappresenta una minaccia senza precedenti per gli USA. Sicuramente è questa la principale motivazione che fa restare l’opzione militare la primo posto tra le possibili scelte di Trump.

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