di Andrea Monaci

Crisi di Governo, Ecco le Leggi che Non Saranno Approvate in Tempo


 

Le ormai probabili dimissioni del Governo alla fine dell’anno mettono a rischio l’approvazione di molti importanti provvedimenti. Alcuni potranno essere salvati se aggregati alla Legge di Stabilità, come il decreto “Mille proroghe” che stanzia, tra l’altro, i fondi per le regioni colpite dal terremoto nel 2012

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Il Premier Mario Monti ed il Presidente Giorgio Napolitano lo hanno detto chiaramente: niente dimissioni del Governo prima dell’approvazione della Legge di Stabilità, altrimenti sarebbero guai seri il paese. Dalle parti del Pdl, responsabile di quest’accelerazione verso le elezioni, è arrivato un ok, ma solo all’approvazione della legge finanziaria.

Mario Monti Dimissioni GovernoResterebbero quindi lettera morta molte delle iniziative di legge solo presentate dal Governo e con l’iter parlamentare ancora da compiere. Dal Piano Triennale di Tutela del Territorio di cui abbiamo parlato recentemente su UrbanPost all’ormai celebre Decreto Legge sull’Ilva di Taranto, che ha permesso alla grande industria siderurgica di riprendere l’attività.

Potrebbe essere a rischio anche il Decreto Sviluppo, già approvato dal Senato, che però deve ricevere l’approvazione della Camera entro il 18 dicembre, pena il decadimento. Salterà molto probabilmente  anche il disegno di legge che taglia e accorpa le Province, ancora in discussione alla Camera: ci sono ancora numerosi emendamenti su cui l’aula non ha raggiunto alcun accordo.

Infine, sembra destinata a morire con l’attuale legislatura la Delega Fiscale, già approvata dalla Camera ma attualmente rinviata in Commissione Finanze dall’aula del Senato. Per non parlare, infine, della proposta di modifica della Legge Elettorale, ancora da presentare in aula.

Un’unica speranza resta per il noto Decreto Mille Proroghe, che approvato congiuntamente alla Legge di Stabilità: un provvedimento non di poco conto visto che rifinanzia i contratti di 260mila precari della Pubblica Amministrazione, rifinanzia  alcuni ammortizzatori sociali in attesa dei nuovi  previsti dalla Riforma del Lavoro Fornero e soprattutto dovrebbe stanziare i fondi per il terremoto in Emilia, Lombardia e Veneto dello scorso maggio.

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