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Crisi economica: a rischio chiusura 10000 edicole

L’allarme viene dal Segretario Generale del Sinagi Giuseppe Marchica che, in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Adnkronos, denuncia lo stato di crisi del settore annunciando scioperi e mobilitazioni se il governo e gli editori non ascolteranno le loro richieste. “Migliaia di famiglie, dichiara Marchica, hanno già perso la loro attività e molte altre si trovano in forti difficoltà economiche”.

Il mondo editoriale non sembra aver fretta di trovare delle nuove soluzioni e al momento c’è una mancanza totale di progetti per il rilancio del settore, sostiene il Sinagi. I provvedimenti adottati dal governo tecnico di Mario Monti hanno di fatto portato al minimo i margini di guadagno, rischiando di consegnare le sorti e il futuro del settore nelle mani di 110 aziende private, ovvero i distributori locali che, per risparmiare sui costi generali, tendono a far chiudere le edicole più piccole, sostiene Marchica.

Giornali

Per trovare una soluzione, secondo i proprietari delle edicole, è fondamentale predisporre una analisi congiunta del settore per individuare interventi diretti a partire da una riforma dell’editoria. Al governo, in particolare, si chiede un intervento urgente sulla questione delle autorizzazioni alla vendita di quotidiani e periodici per stabilire la corretta applicazione della normativa vigente su tutto il territorio nazionale. Inoltre il segretario generale sottolinea la necessità di modificare la legge sulla parità di trattamento oltre che chiedere l’apertura di un tavolo di trattative agli editori per il rinnovo dell’accordo scaduto ormai da tre anni, lasciando al di fuori i prodotti collaterali dalle discussioni sui compensi che riguardano i quotidiani.

“Siamo decisi a far valere le nostre ragioni a tutti i costi, afferma il Segretario del Sinagi, e se la nostra protesta rimarrà senza una risposta siamo pronti ad organizzare scioperi e mobilitazioni in tutto il territorio nazionale”. Stretto dalla morsa della crisi, i recenti provvedimenti legislativi sono definiti dagli addetti di settore inadeguati, in quanto a causa del progressivo cambiamento delle abitudini di lettura degli italiani, che sono sempre più attratti da Internet e dalle pubblicazioni libere, il settore sta perdendo sempre più quota.

“Quello dell’edicolante è un lavoro duro. Si parla di un impegno di 12/15 ore al giorno per un guadagno che ogni anno risulta sempre più ridimensionato sostiene Marchica. Dal 2007 a oggi abbiamo calcolato un calo del 10/15% e ciò che è peggio è che la mancanza di investimenti e di nuovi progetti di settore, stanno condizionando l’intera economia italiana, che non ci fa sperare nulla di buono per il futuro”. La mancanza di risposte certe scatenerà l’inizio di una serie di azioni di protesta in tutto il territorio nazionale: “Questo deve diventare un problema di tutti, al pari di quello di qualsiasi azienda che entra in crisi, perché anche qui ci sono migliaia di posti di lavoro, tra punti vendita e indotto, che rischiano di andare in fumo” conclude il suo intervento Marchica.

Written by mbarbie1970

42 anni, Contabile d'Azienda, convivente, un figlio, dal 1990 nel settore commercio; dal 1995 settore industriale; freelance publishing, gestore ed amministratore del sito notiziemercatimondiali.com.
Appassionato esperto di borse e mercati finanziari, azioni, opzioni e futures.

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