di Luigi Storti in ,

Crisi in Medio Oriente: Israele frena sull’invasione nella Striscia di Gaza


 

L’invito di Ban Ki-Moon al “cessate il fuoco” e l’imminente arrivo di Hillary Clinton a Gerusalemme scongiurano l’invasione nella Striscia da parte dell’esercito di Netanyahu.

gaza news

L’invasione della Striscia di Gaza sembra essere stata, almeno per il momento, scongiurata. I vari appelli giunti da ogni parte del mondo ed, in particolare, dalla Lega Araba,Nazioni Unite e Casa Bianca hanno di fatto evitato l’ingresso delle truppe di terra israeliane all’interno dei territori di Hamas.

L’appello di Ban Ki-Moon
Il Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, è giunto nella giornata di ieri al Cairo e si è subito adoperato affinchè Israele e Palestina trovino un accordo per il “cessate il fuoco” immediato onde evitare altri bagni di sangue e stragi nei territori già martoriati dalle precedenti crisi che hanno visto coinvolti i due popoli. In maniera ferma e decisa ha affermato: «Sono qui per appellarmi personalmente per la fine della violenza e per chiedere un cessate il fuoco». Alla fine del suo appello ha chiosato chiedendo: «immediati passi indietro da entrambe le parti».

Incontro tra Nazioni Unite e Lega Araba
L’ONU attivissimo su più fronti per frenare le violenze. Dopo le dichiarazioni nella capitale egiziana,Ban Ki-Moon ha subito incontrato il capo della Lega Araba Nabil el-Arabi e, attraverso una conferenza congiunta sulla rete principale di Al-Jazeera, ha ribadito il principio del precedente intervento anche attraverso l’avallo di un esponente così importante del mondo e pensiero arabo come El-Arabi.

Ban Ki Moon Gaza

Hillary Clinton a Gerusalemme
Intanto anche la Casa Bianca vuole vederci chiaro sugli sviluppi della situazione e lo farà attraverso l’invio, nella giornata di mercoledì, di Hillary Clinton. Il Segretario di Stato americano sarà prima a Gerusalemme per poi spostrasi a Ramallah ed, infine, al Cairo. Anche in questo caso, l’obiettivo si sostanzierà nella richiesta ad Israele di evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Intanto si contano altri morti. 
Mentre i “grandi” del mondo lanciano appelli di pace, si continua a morire nei territori caldi del conflitto. I raid dell’aviazione israeliana sono continuati incessantemente tra le notti di domenica e lunedì colpendo un centinaio di obiettvi  reputati “sensibili” ma, al contempo, provocando la morte di sei persone, tra cui due bambini uno di 4 anni e l’altro di 19 mesi, nella città di Beit Lahiya e di altri due ragazzi di 15 e 17 anni a Rafah.

Hamas non è rimasto di certo a guardare ed ha reagito all’offensiva di Israele attraverso il lancio di razzi verso il sud del paese quasi tutti intercettati dal sistema anti missili. Bombardata anche la sede della Banca Islamica a Gaza utilizzata, secondo Gerusalemme, per finanziare le attività terroristiche di Hamas. Con gli ultimi attacchi, salgono circa ad un centinaio le vittime del conflitto fino a questo momento.

photo credit: Thomas Hawk via photopin cc

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