di Gianluca Capiraso

De Magistris, è Tempo di Bilanci: L’Isola Pedonale e Poi?


 

Doveva essere il sindaco della “rivoluzione”, ma dopo il “lungomare liberato” e l’organizzazione della Coppa America, l’ex magistrato ha concretizzato poco o niente. I tempi di “abbiamo scassato” sembrano lontani anni luce

sindaco de magistris napoli

Impossibile fare miracoli, in poco più di un anno. Figurarsi in una città tradizionalmente difficile e piena di problemi come Napoli. Nessuno gli imputa lo scarso attivismo, alla Jervolino per intenderci. Per carità, Luigi De Magistris è sempre in giro per l’Italia tra salotti tv, convegni e manifestazioni (in coda il recente incontro con la celebre Annarella a Roma, in cui finge di non riconoscerla)

Napoli ed i napoletani s’aspettavano e s’aspettano grandi cose da lui. L’hanno eletto con un voto plebiscitario proprio per dare un segnale di svolta. Svolta che non può certamente limitarsi alla realizzazione di un’isola pedonale, attraverso la chiusura di una delle arterie più caratteristiche della città, o all’organizzazione della Coppa America. Tanti milioni, una vetrina di pochi giorni e via verso la prossima meta. Inutile cercare di attrarre turisti in questo modo se poi per quegli stessi turisti non si fa poco o nulla.

 

de magistris bicicletta

 

Inutile andare da Michele Santoro e manifestare tutto il proprio amore per la propria città se poi il biglietto da visita della città (per chi arriva) continua ad essere quella Piazza Garibaldi, cantiere perenne in cui la sosta selvaggia dei taxi, la presenza di ambulanti e di soggetti poco raccomandabili continuano a farla da padrona. Certo, nulla a che vedere con il degrado di qualche anno fa, sia chiaro.

Ma il rischio è proprio quello: guardare sempre indietro, a “quando si stava peggio”, invece di proiettarsi verso il futuro, immaginando una città realmente europea che possa competere sulla scena internazionale.

De Magistris ha cercato di avviare quel cambiamento che tutti i napoletani si attendono da lui, ma il suo percorso non è stato finora certamente privo di ostacoli, né tantomeno di lati oscuri. Come, ad esempio, il divorzio con Raphael Rossi, altro professionista che avrebbe dovuto cambiare Napoli ed i suoi abitanti. Ed invece la sua avventura è durata pochi mesi. La politica di rinnovamento dell’ex magistrato già in quell’occasione, probabilmente, ha perso la via maestra, ed anche un pizzico di credibilità.

Non resta che aspettare, la strada per dare un volto completamente nuovo a Napoli è ancora lunga. Così come il mandato di Luigi De Magistris.

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