in

Debito pubblico record? Fate morire gli anziani

Lo hanno scritto davvero, nero su bianco. I bilanci degli stati più sviluppati sono messi a rischio dall’allungamento dell’aspettativa di vita. L’affermazione è del Fondo Monetario internazionale ed è contenuta nel suo documento periodico più importante, il Global Financial Stability Report, edizione di aprile 2018. Un passaggio passato sotto traccia, ma di una gravità inaudita: insomma, per stabilizzare i conti pubblici dovremmo tutti morire prima. Al FMI non basta aver sostenuto politiche distruttive del welfare in tutti gli stati con le economie più avanzate, ora indica una strada di decrescita “infelice”, un welfare per sempre meno persone, più giovani, insicure dal punto di vista economico.

Debito pubblico record? Fate morire gli anziani

L’occhio dell’FMI, come scontato attendersi, è attento ai soli aspetti finanziari delle economie nazionali. Di recente le principali agenzie di rating americane hanno deciso un downgrade di titoli pubblici “virtualmente privi di rischio”, come i Bund tedeschi o i Treasury americani, considerati “beni rifugio per eccellenza”. Scrive QuiFinanza: “Si comprende facilmente che questi downgrade hanno seriamente preoccupato gli investitori professionali” (fondi speculativi, fondi pensione, risparmio gestito, hedge fund, ecc), che stanno dirottando altrove i propri investimenti o sono in procinto di farlo. Con ovvie e serissime conseguenze sulla stabilità degli stessi mercati finanziari e conseguentemente anche per i bilanci stessi degli stati (quando cala l’affidabilità di un titolo, il prezzo scende; e di conseguenza sale il rendimento, ossia gli interessi che uno Stato deve pagare)”.

Il Fondo Monetario Internazionale ha trovato il colpevole del degrado dei titoli pubblici: “L’offerta di asset sicuri è diminuita di pari passo alla capacità del settore pubblico e privato di produrre asset di questo tipo”, scrive il Fondo, indicando come causa principale la longevità “eccessiva” delle relative popolazioni. “Se l’aspettativa di vita media crescesse di tre anni più di quanto atteso ora entro il 2050, i costi potrebbero aumentare di un ulteriore 50%”. Insomma, una società troppo matura, secondo l’FMI non può più crescere, produrre più ricchezza. Può solo produrre debiti. Eppure, negli ultimi vent’anni di neoliberismo sfrenato in tutto l’occidente il debito pubblico è cresciuto in modo spaventoso. Ma l’alternativa, “che è quella di produrre valore e rendere così sostenibile il welfare pubblico, è inaccettabile per l’ortodossia neoliberale”, scrive Il Primato Nazionale. Già, perché produrre valore richiede politiche che per i signori che siedono a Washington equivalgono a bere un bicchiere di veleno come aperitivo: repressione delle speculazioni finanziarie, protezionismo intelligente, nazionalizzazione dei settori strategici. Ah, già, ma questo è medioevo, non politica economica per il benessere nazionale.

Tutte le notizie di economia su UrbanPost

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

roger waters concerto milano 17 aprile 2018

Roger Waters, le foto del concerto a Milano il 17 aprile 2018

Governo 2018 mandato esplorativo consultazioni: primo giro a vuoto, scontro Di Maio – Salvini – Berlusconi