di mbarbie1970

Debito Pubblico Supera il 126% del PIL e il Tesoro Vende Titoli di Stato


 

Lo Stato italiano ha venduto 5,9 miliardi di euro, circa 7,8 miliardi di dollari, in titoli di Stato quest’oggi per far fronte al debito pubblico che supera il 126% del PIL oltre che a cercare di contenere gli oneri finanziari

I titoli di Stato sono stati venduti con tassi a due anni più bassi, sulla scia dell’ottimismo riguardante il ruolo che l’ex primo ministro Mario Monti avrà nel prossimo governo. Il Tesoro oggi a Roma ha venduto 3 miliardi di euro di debito a 10 anni al tasso del 4,48%, contro il 4,45% della precedente asta del 29 novembre, che è stata la più bassa dal novembre 2010. Il Tesoro ha venduto anche 2,9 miliardi di euro in obbligazioni con scadenza 2017 a un tasso del 3,26% rispetto al 3,23% del 29 novembre. L’asta sui titoli di oggi, la prima vendita di medio lungo termine da regolare nel 2013, viene definita dai mercati come un test per l’Italia iniziato il 23 dicembre da quando Mario Monti ha annunciato che avrebbe preso in considerazione la candidatura a premier della coalizione centrista che sostiene il suo programma economico alle elezioni politiche previste per il 24-25 febbraio. Il Tesoro ha venduto inoltre 8,5 miliardi di titoli di stato nella giornata di ieri. “Molti investitori stanno ritenendo che la trasformazione del premier italiano Mario Monti da tecnico a politico garantirà stabilità post-elettorale,” ha dichiarato via e-mail dopo l’operazione di vendita Nicholas Spiro, direttore generale di Spiro Sovereign Strategy a Londra. “L’effetto ‘Monti’ è ora in lizza con l’effetto ‘Draghi’ a sostegno del mercato obbligazionario in Italia”. Il presidente della BCE, Mario Draghi, nel mese di luglio si è preso l’impegno a fare “tutto il possibile” per difendere l’euro dimostrandosi un efficace garanzia contro l’aumento dei costi finanziari italiani.

Mario Monti Debito PubblicoDraghi ha messo in atto, nel mese di settembre, la bozza di un piano per acquistare obbligazioni degli Stati che lottano per ridurre i propri costi finanziari. Mentre i mercati non stanno mettendo pressione sull’Italia, l’incertezza circa l’esito delle elezioni potrebbe aumentare gli oneri finanziari del paese in futuro. “Molto poi dipenderà dalla possibilità di formare un governo stabile, impegnato non solo a seguire la linea di Monti, in termini di disciplina di bilancio e di riforma, ma anche aumentando le azioni di sostegno alla crescita,” ha dichiarato Intesa Sanpaolo Spa nella sua nota sulle prospettive economiche 2013 pubblicata ieri. I rendimenti a 10 anni sono scesi di 1 punto base al 4,5% alle ore 12,10 a Roma , lasciando la differenza paragonabile alla scadenza del debito tedesco a 321,6 punti base. Un aumento del costo del denaro, anche temporaneo, avrebbe un impatto immediato in Italia, che ha bisogno di vendere una media di oltre 30 miliardi di euro di obbligazioni e titoli di stato al mese per finanziare il secondo più grande debito dell’euro-regione, che attualmente si aggira a più del 126% del prodotto interno lordo. Nell’asta di oggi gli investitori hanno offerto per 1,47 volte l’importo del debito a 10 anni, rispetto alle 1,18 volte del 29 novembre. La quantità a cinque anni è stata offerta per 1,29 volte rispetto alle 1,24 del mese scorso.

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