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Decreto Dignità, perché i consulenti del lavoro non sono d’accordo: ecco tutte le novità in arrivo

Nella giornata di ieri si è discusso, nuovamente, del decreto Dignità. In apertura di commissione sono intervenuti i Consulenti del Lavoro. Gli esperti ritengono che il decreto “desti perplessità” per la “scarsa efficacia intrinseca nella dichiarata lotta alla precarietà”. Secondo la presidente, Marina Calderone, il ritorno delle causali dopo il primo contratto a termine “denota una rigidità specifica che va ben oltre le causali generiche ante 2015”, quando i contratti furono liberalizzati. Inoltre “la scelta legislativa di non lasciare ambiti di determinazione alla contrattazione collettiva, al fine di inserire altre causali, rende molto rigida la norma che, in termini occupazionali, potrebbe rendere più difficile il ricorso a questa tipologia di contratto”. L’opinione degli addetti ai lavori è che sia meglio lavorare anche sulla durata, “riportando la durata massima del contratto a termine alla misura di trentasei mesi” dai ventiquattro previsti dal Dignità: “Ciò garantisce maggiori certezze in funzione della continuità della prestazione lavorativa”.

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Perché il Decreto Dignità non convince i Consulenti del Lavoro

Critiche anche sull’ampliamento a centottanta giorni del limite entro il quale si possono impugnare i contratti: “Individuare un periodo più lungo ha come effetto certo l’aumento della latenza del contenzioso e l’allontanamento del momento della sua definizione. Non si ravvisano altrimenti giovamenti nell’ampliamento previsto dal decreto legge”, dicono i Consulenti. Che aggiungono una critica alla mancanza di una “fase transitoria” delle nuove norme, che anzi si applicano anche ai rinnovi di contratti in essere. Quanto alla estensione delle norme ai contratti di somministrazione, “appare del tutto eccessiva, finendo non tanto per perseguirne le applicazioni elusive, quanto per comprimerne del tutto qualsiasi applicazione”.pubblicato in Gazzetta il decreto per divorzio breve

Decreto Dignità correttivi: cosa è previsto?

Per correggere gli effetti del decreto, il governo sta studiando una agevolazione per le assunzioni stabili nell’ordine di uno sconto contributivo dello 0,5%, per annullare l’aggravio previsto per i rinnovi dei contratti a termine. Barba Lezzi, ministra per il Sud, oggi ha aggiunto: “Stiamo valutando di allungare le agevolazioni per il Sud che ci sono già per quest’anno. Per noi è molto importante che ci siano sgravi contributivi, abbiamo fatto una lunga battaglia perché non venissero annullati quelli che c’erano prima. Stiamo lavorando per allargare quel piano”.

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