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Delitto Ballestri, la nuova vita in carcere del marito Matteo Cagnoni tra lettere piccanti e la stesura di un romanzo

Omicidio Giulia Ballestri ultime notizie: Matteo Cagnoni, noto dermatologo dei vip, è in carcere accusato dell’omicidio e sotto processo a Ravenna, dove la 39enne è stata uccisa a bastonate, nella villa disabitata di proprietà della famiglia, il 16 settembre 2016.

L’imputato si professa innocente nonostante i gravi indizi di colpevolezza a suo carico, partecipa a tutte le udienze del processo e quasi con aria di sfida, senza perdere mai il suo atteggiamento altero, non esita a muovere obiezioni alla accusa. Di recente ha preso parola in aula insultando con parole pesanti la madre della vittima (qui i dettagli), nonché sua ex suocera. Cagnoni avrebbe ucciso la moglie perché venuto a conoscenza della sua intenzione di separarsi, incapace di accettare la fine di quel loro matrimonio all’apparenza ‘perfetto’. Giulia ormai frequentava un altro uomo, lui ne era a conoscenza, ma non avrebbe mai mandato giù quella situazione.

Il Resto del Carlino oggi ha pubblicato diverse indiscrezioni sul noto dermatologo fiorentino, dandone un’immagine diversa da quella ‘mediatica’ trapelata. Cagnoni avrebbe diverse ammiratrici, e se ne farebbe vanto in alcune lettere inviate alla sorella e ad un’amica: “Mi hanno scritto dicendo che sono bello come Vallanzasca… Rob de mat”, scrive compiaciuto. Lettere d’amore da parte di donne che non conosce, che lo ammirano e lo coprono di complimenti.

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Lui dal canto suo mostra sicurezza in aula, si dice vittima di un processo mediatico intollerabile e si auto assolve: “Giulia lo sa che non sono stato io”, ripete Cagnoni, che in carcere scrive tanto e – sempre secondo l’indiscrezione giornalistica – starebbe scrivendo un romanzo, un thriller non autobiografico. Il dermatologo dei vip in cella avrebbe scritto delle lettere recapitate ad un’amica, un avvocato del foro di Ravenna, e la sorella. In quelle missive Cagnoni “confida la scappatella extraconiugale a Cortina, in albergo con una vecchia fiamma, mentre Giulia era in casa. Ennesimo riscontro, al netto delle visite alle escort rivelate da un amico poliziotto, che a darsi da fare non era solo la consorte, la quale aveva un nuovo compagno da un anno e per questo Cagnoni le aveva messo gli investigatori privati alle calcagna“.

In un’altra lettera il medico confida all’amica che “negli ultimi anni, con i guadagni del lavoro, mi ero comprato una casa ai Parioli a Roma. Un vero affare perché anziché 10mila euro a metro quadrato l’ho pagata 4mila euro”, particolare che stride con quanto emerso dalle carte del processo, ovvero che Cagnoni prima di separarsi da Giulia avrebbe svenduto al fratello il suo patrimonio immobiliare, tra cui una villa a Cortina per 30mila euro, per lasciare la quasi ex moglie ‘a secco’ in vista del divorzio, quasi giunto a compimento all’epoca del delitto.

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