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Deliveroo lavora con noi: in arrivo altri 1000 posti per “Rider”

Deliveroo, il servizio di consegna di cibo a domicilio che distribuisce i prodotti di 35mila ristoranti in tutto il mondo grazie al lavoro di 30mila “Rider” torna ad offrire opportunità anche nel nostro paese. L’azienda annuncia in un comunicato di voler avviare almeno 1000 nuove collaborazioni nei prossimi mesi, in tutte le 12 città italiane in cui è presente. Le domande per questo lavoro, spiegano a Deliveroo, sono oltre 1000 ogni settimana. L’azienda ha realizzato un sondaggio interno per capire chi sono i suoi “Rider” e perché hanno scelto questo lavoro.

Chi vuole lavorare come “Rider”

Chi sono i giovani che vogliono lavorare in Deliveroo? Chi aspira ad un lavoro da “Rider”? «Sono in cerca di un lavoro ben pagato e al contempo flessibile. Un lavoro per finanziare gli studi o più semplicemente per inseguire un hobby», spiegano i responsabili italiani dell’azienda fondata nel 2013 da William Shu e Greg Orlowski. Insomma il lavoro di “Rider” per Deliveroo è adatto solo a ragazzi giovani, che cercano un’occupazione non a tempo pieno che permetta loro nel contempo di guadagnare qualche soldo.

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Secondo l’azienda solo nell’ultimo mese il numero di rider che collabora con Deliveroo è aumentato di 300 unità. «Con gli ordini in costante crescita (18 volte superiori rispetto al 2017), Deliveroo conta di avviare 1000 nuove collaborazioni nei prossimi mesi», spiegano dal quartier generale dell’azienda.

La principale ragione di tale incremento risiede nell’offerta di lavoro flessibile, particolarmente apprezzata dai rider. Infatti il 90% di essi afferma che la natura adattabile del lavoro è il motivo principale per cui intraprendono questa attività.

Un lavoro per ottenere un “guadagno extra”

Un recente sondaggio interno rivela che le collaborazioni dei rider con Deliveroo non rappresentano un lavoro full-time, bensì un modo per ottenere un guadagno extra. Il 57% dei rider descrive, infatti, la collaborazione con Deliveroo come la migliore opportunità sul mercato per pagarsi gli studi, finanziare un hobby o una passione. Quasi un quinto dei rider lavora anche part-time o full-time altrove. Mentre il 30% dei rider lavora allo stesso tempo per diverse piattaforme. L’11% dei rider dichiara che non sarebbe stato in grado di trovare un altro lavoro senza Deliveroo.

Sebastian Cucchetti, rider che collabora a Roma, ha dichiarato: «Per me essere un rider Deliveroo è perfetto perché si tratta di un lavoro molto flessibile. Ho una vita molto piena, per me è importante poter scegliere quando lavorare per potermi organizzare tra tutti i miei impegni. Mi piace anche avere il controllo del mio tempo e del mio lavoro».

I rider che collaborano in Italia con Deliveroo ricevono gratuitamente un kit che offre loro tutto ciò di cui hanno bisogno per lavorare in sicurezza: caschetto di protezione, contenitore termico, giacca e pantaloni antipioggia catarifrangenti e luci di posizione. Inoltre, i rider sono gratuitamente coperti da due assicurazioni: una che copre danni a sé stessi e responsabilità personali in caso di incidente e un’altra per eventuali danni a terzi.

Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italia, ha commentato: «Amiamo parlare con i rider e ricevere da loro un costante feedback. E siamo contenti che moltissimi di essi abbiano partecipato attivamente all’ultimo sondaggio interno. I loro riscontri ci aiuteranno a migliorare, sempre di più, le nostre offerte di collaborazione, continuando a garantire la massima flessibilità, una caratteristica apprezzata e che ci viene richiesta. Fa, infine, riflettere quanti rider hanno dichiarato come senza Deliveroo sarebbero esclusi dal mercato del lavoro italiano».  

Written by Andrea Monaci

46 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, economia e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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