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Dieselgate, Rupert Stadler arrestato: terremoto in casa Audi

Rupert Stadler, amministratore delegato del marchio Audi, è stato arrestato in relazione allo scandalo dieselgate. Lo comunica il gruppo Volkswagen. Nei giorni scorsi era stato reso noto che Stadler era sotto inchiesta nell’ambito delle indagini sulle presunte manipolazioni delle emissioni delle auto diesel del gruppo L’accusa nei suoi confronti sarebbe di frode e “dichiarazioni indirette false o omissioni”. La Procura indaga su almeno 210.000 auto Audi diesel dotate di software modificato vendute negli Stati Uniti e in Europa dal 2009 in poi.

Dieselgate, perquisizioni nelle sedi Audi a febbraio

Stadler era stato indagato nel quadro dell’inchiesta sulle manipolazioni delle emissioni delle auto diesel del gruppo Volkswagen. L’accusa era di frode e “dichiarazioni indirette false o omissioni”. Due sedi di Audi sono già state oggetto di perquisizioni all’inizio di febbraio ma questa novità rappresenta un ulteriore passo avanti importante nella vicenda. Nel mirino della procura diversi manager della società accusati di frode e falsificazione di atti pubblici.

Indagini Dieselgate, chi è sotto inchiesta?

Attualmente nell’ambito del Dieselgate sono sotto inchiesta l’ex amministratore delegato di Volkswagen, Martin Winterkorn, e il suo successore Martin Muller, oltre che l’attuale capo del consiglio di sorveglianza del gruppo, Hans Dieter Poetsch, e l’attuale ceo di Volkswagen, Herbert Diess. Lo scandalo è esploso nel settembre del 2015, dopo che l’Agenzia ambientale degli Stati Uniti (Epa) ha accusato Volkswagen di aver equipaggiato 11 milioni di auto diesel, di cui circa 600mila negli Stati Uniti, con un software in grado di truccare il risultato dei testi anti-inquinamento e di occultamento delle emissioni fino a 40 volte gli standard consentiti.

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