di Luigi Storti

Dimissioni Monti: Scongiurato il Panico Finanziario del 2011 ma intanto crollano le banche


 

L’annuncio delle dimissioni del Premier Mario Monti ha, come ampiamente preannunciato, causato un effetto negativo sui mercati. Milano è quella che perde più di tutte in Europa mentre appare improbabile l’ipotesi di “Panico Finanziario” del novembre dello scorso anno quando il differenziale BUND E BTP aveva raggiunto quota 575 punti base

Mario Monti Quanto Vale nei Sondaggi Elezioni Politiche 2013

Quello che si temeva succedesse è successo. La contemporanea “uscita di scena” del Professore Mario Monti e la “ricomparsa” di Silvio Berlusconi hanno prodotto ciò che al termine della settimana scorsa era stato preventivato: Borse in perdita e Spread in aumento.

Il differenziale in questo momento si è attestato tra i 360 ed i 365 bases points contro il record positivo fatto registrare settimana scorsa quando aveva toccato quota 303 punti (8.3% in più). Morale della favola? La fiducia ri-ottenuta dall’Italia in questo anno è stata depauperata in pochi giorni, anzi, in pochi atti. Infatti, la vicenda relativa all’impossibilità a “proseguire il mandato” da parte del primo ministro dimissionario ha creato non pochi strascichi sulla stabilità del Paese ottenuta in sede comunitaria ed in sede di mercato.

Borsa Milano Quotazioni in Calo

Da una disamina effettuata, a stretto giro di posta, sull’andamento delle Borse continentali e sulle prospettive future non sembra, però, profilarsi il rischio di “stress finanziario” con cui il Bilancio Statale, ai tempi del Cav., aveva dovuto fare i conti.

FTSE MIB A -3.52% Intanto Milano perde il 3.52% in rapporto al suo paniere principale che è il FTSE Mib. I trader fanno sapere che si è registrata una “corsa” alla vendita di titoli azionari, e non solo, specialmente dagli operatori domestici vista l’incertezza che regna sovrana. In pratica, chi ha potuto vendere ha venduto. Mentre gli stranieri hanno incentrato la propria attività focalizzandola sulla vendita di titoli a breve e minime acquisizioni di prodotti con rendimento nel lungo periodo. Secondo opinione prevalente il rendimento dei Buoni dello Stato di riferimento (10 anni) non dovrebbe eccedere il 6.90% scongiurando il rischio default che il mercato sconta nel caso in cui dovesse superare il 7%.

IN NETTO CALO LE BANCHE A risentirne di più sono state certamente le Banche. In netta diminuzione il calo delle vendite di Unicredit (-6%), Intesa (-6.7%) e MPS (-7%) che troveranno non poche difficoltà a ricollocarsi e vendere il proprio debito.

 

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