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Diplomati magistrale, concorso riservato per i docenti esclusi da GaE? Le ultimissime

Nelle ultime ore il tema scuola torna a occupare i palinsesti televisivi: lo sciopero indetto nella giornata del 8 gennaio 2018 da parte dei docenti diplomati magistrale e non abilitati, non avendo vinto alcun concorso, ha messo sul piede di guerra le principali sigle sindacali. E i partiti politici strizzano l’occhio a questa opportunità in vista delle elezioni politiche 2018. Ma qual è la situazione attuale? Quali sono gli ultimi aggiornamenti? Ecco quello che c’è da sapere.

Diplomati magistrale, la posizione di ANIEF

In una nota ANIEF, la sigla sindacale a tutela dei docenti,  Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, evidenzia come: “La richiesta di un decreto legge è legittima e necessaria. Già due volte, infatti, il Parlamento, nel 2008 (Legge 169) e nel 2012 (Legge 14), ha riaperto le attuali graduatorie permanenti trasformate ad esaurimento (Legge 296/2006) al personale docente in possesso di abilitazione. Tra l’altro, per il nostro giovane sindacato, che ha ottenuto per primo alcune delle sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato che hanno garantito l’immissione in ruolo di 2.000 maestre sempre con il titolo di diploma magistrale, ora, di fronte a un nuovo sistema di reclutamento, grazie al decreto legislativo 59/2017 e alla discutibile sentenza dell’adunanza plenaria, oggetto di nuovo contenzioso, è arrivato il momento di riaprirle per la terza e ultima volta”.

Diplomati magistrale licenziati, cosa cambierebbe?

“Anche perché – continua sempre Pacifico nella nota sindacale – in molte province le GaE sono esaurite, pure in presenza di personale abilitato a cui non è stato consentito l’inserimento, mentre in molti casi, gli stessi 44 mila diplomati magistrale inseriti con riserva nelle GaE e i 6 mila assunti in ruolo con riserva, quand’anche saranno licenziati per effetto del giudizio di merito orientato dalla sentenza plenaria, si ritroverebbero dopo un ‘balletto’ di supplenze a essere richiamati come precari, con grave danno alla continuità didattica. Solo che un titolo di studio, se è considerato abilitante e valido per insegnare come supplente, non può non valere per essere assunto in ruolo. E questo discorso è valido anche per le superiori”.

Diplomati magistrale concorso riservato: la proposta di Forza Italia

A cogliere la palla al balzo è Forza Italia attraverso le parole della deputata e responsabile scuola e università Elena Centemero: “Le ragioni delle maestre e dei maestri che oggi sono scesi in piazza sono comprensibili, e va comunque rispettata la garanzia della continuità didattica. Ecco perché è necessario trovare presto una soluzione”. Inoltre, prosegue l’esponente del partito di centrodestra: “La situazione che si è creata con la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali esclusi dalle graduatorie a esaurimento richiede un intervento ad hoc che potrebbe essere individuato in un concorso riservato. Le graduatorie sono state chiuse e non possono più essere riaperte perché la conseguenza sarebbe quella di alimentare ulteriormente il precariato, che è stato il risultato della Buona scuola. Meglio quindi sarebbe un concorso con requisiti specifici per risolvere il problema.”

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