di Andrea Monaci in

Donna fatta a pezzi e gettata in un cassonetto a Roma: confessa il fratello, uccisa per motivi economici


 

Ieri sera il macabro ritrovamento in un cassonetto nel centro di Roma, oggi risolto il caso della donna fatta a pezzi e gettata in un cassonetto: è stata uccisa dal fratello per motivi economici

Uccisa dopo una lita per motivi economici, fatta a pezzi e quindi gettata in un cassonetto. E’ stato così risolto il mistero delle gambe di donna ritrovate nella tarda serata di ieri in un cassonetto a Roma, in un zona centrale della città nei pressi del Galoppatoio. Le altre parti del corpo erano state poi rivenute oggi in altri contenitori dei rifiuti nel quartiere Flaminio.

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La Polizia, visionando i filmati delle numerose telecamere di sicurezza disseminate nel quartiere, è arrivata a Maurizio Diotallevi, 62 anni. L’uomo, portato in Questura, ha confessato l’omicidio della sorella Nicoletta, di tre anni più giovane. Vivevano insieme in un’abitazione del quartiere Flaminio, vicina a uno dei cassonetti dove l’uomo ha poi gettato i pezzi del cadavere della donna.

Eppure era stato proprio lui, due giorni fa, a denunciare la scomparsa della sorella. Ma l’idea di far sparire la sorella facendola a pezzi e gettandola nei cassonetti del quartiere è fallita. A ritrovare le gambe, legate tra loro con nastro adesivo da pacchi, in via Maresciallo Pilsudsky, quasi di fronte al Galoppatoio, è stata una nomade che stava rovistando all’interno del cassonetto intorno alle 22 di martedì sera. Poi in un secondo cassonetto la Polizia ha rinvenuto altre parti del corpo, mentre nel terzo bidone, in un’altra strada, sono stati trovati i vestiti della donna e alcuni oggetti personali.

Ancora da chiarire il movente: secondo fonti della Questura, alla base dell’omicidio ci sarebbe una lite per denaro, che Diotallevi chiedeva alla sorella e lei non concedeva, ma il legale dell’uomo, ora ristretto nel carcere di Rebibbia in attesa della convalida del fermo, smentisce.

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