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Donna uccisa a Novara: massacrata di botte dal compagno violento che aveva appena riaccolto in casa

Novara donna picchiata a morte: a macchiarsi dell’orrendo delitto Gabriele Lucherini, compagno 46enne della vittima, già finito in carcere per ripetute violenze inflitte alla donna, che aveva deciso di dargli un’altra possibilità e riaccoglierlo in casa.

La vittima è Sara Pasqual, 45enne originaria di Candelo (Novara), massacrata di botte nella loro abitazione a Sozzago, in provincia di Novara. Sono stati alcuni vicini oggi pomeriggio a dare l’allarme. Il presunto omicida è stato già fermato e, secondo quanto emerge, sarebbe proprio ora sotto interrogatorio. L’uomo avrebbe precedenti penali per violenze domestiche. La vittima dopo le botte lo aveva sempre riaccolto in casa, talvolta anche difendendolo, stavolta pagando con la vita.

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La coppia è originaria del Biellese, lui è di Cerano (Novara), e si era stabilita da qualche anno nell’abitazione a due piani dove oggi, mercoledì 10 gennaio, si è consumato l’omicidio. Il 46enne secondo la ricostruzione emersa avrebbe atteso l’arrivo delle forze dell’ordine. Sta emergendo in queste ore che i due, entrambi con problemi di alcolismo, avevano trascorso la notte in camere separate. Forse al culmine di un litigio l’uomo l’avrebbe picchiata fino ad ucciderla. Luccherini ha atteso i carabinieri e li ha seguiti in caserma senza opporre resistenza. Nel 2013 il presunto killer era stato arrestato su denuncia della madre, esasperata dai continui soprusi e violenze che il figlio le infliggeva. Per quel reato era stato condannato a 3 medi di carcere, pena che gli era stata sospesa, nonostante avesse anche opposto resistenza ai carabinieri che lo stavano arrestato.

“Il dramma che si è consumato oggi nel Novarese deve spingere l’amministrazione regionale a sostenere in modo ancora più marcato la rete regionale dei centri antiviolenza, che devono diventare sempre più un punto di riferimento per le donne vittime di maltrattamento”, queste le parole pronunciate dall’assessore piemontese alle Pari opportunità, Monica Cerutti, “è sempre più importante la mobilitazione della società civile su questo tema, volta anche a rendere le donne sempre più consapevoli nel riconoscere le situazioni di pericolo e violenza, da cui necessariamente uscire”.

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