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Due Soluzioni per la Crisi del Cinema e il Calo di Spettatori

In questi anni il cinema italiano è in crisi, il calo di spettatori è diventato un fenomeno endemico, che ogni anno cresce con disarmante costanza. Forse è il caro vita e 7 euro (di media) per un biglietto sono davvero troppi; forse sono state fatte scelte sbagliate a livelllo di distribuzione; forse la politica di uccidere i piccoli cinema a favore delle multisale è stata la classica goccia finale.

Senza stare ad indagare sulle motivazioni (altrimenti ci dilungheremmo troppo), è interessante notare che il problema è sentito in tutta Italia. Infatti in questi mesi sono state proposte due soluzioni che arrivano rispettivamente da Milano e da Napoli. Sono originali ma simili tra loro.

Vediamole, queste proposte per cercare di arrestare la fuga di spettatori che, secondo la Siae, sta diventando davvero preoccupante. Stiamo parlando, infatti, di un calo del 16,7% di ingressi in soli sei mesi, che corrisponde ad una perdita di circa 50 milioni di euro.
Il progetto lombardo è chiamato Cinematic. Da un sito web si vota il film che si desidera vedere, in una lista di titoli che può spaziare dall’ultimo film d’essai a classici del passato, quindi  una volta raggiunto il numero di prenotazioni sufficiente a permettere la proiezione, è possibile comprare il biglietto.
Il gruppo dietro a Cinematic ha già lanciato online una campagna virale molto accattivanete  su Civik Links.
L’idea partenopea, invece, si chiama Myffy, un acronimo simpatico che sta per My Favourite Films of the Year ed è l’equivalente di quella milanese: una piattaforma (o forse è melgio dire un social network) che mette in relazione gli spettatori, i distributori e le  sale cinematografiche.

Il bello di queste trovate, se funzioneranno, è che il digitale potrebbe diventare un vantaggio, anzichè una penalità. Avevamo già accennato in un altro articolo che le classiche “pizze” di celluloide andranno definitivamente in pensione il prossimo anno e che per i piccoli cinema questa potrebbe essere una rivoluzione catastrofica, dato il costo elevato necessario ad un rinnovo delle macchine da proiezione.

I due progetti, invece, ne trarrebbero vantaggio perchè – a fronte di una spesa iniziale per aggiornare le attrezzature – ci sarebbero significativi risparmi per l’acquisto dei film e la loro distribuzione. Soprattutto per le pellicole più vecchie, che potrebbero essere cedute a prezzi minori.
Sempre che la Siae (da cui derivano i costi maggiori per l’affitto delle pellicole) sia lungimirante e non scelga la strada (disastrosa) che già imboccò per la musica digitale.

Written by Federico Elboni

Laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Pisa, appassionato di tecnologia (del mondo Apple in particolare), letteratura, psicologia e fotografia, amante del cinema e operatore cinematografico da anni, prima dell'avvento del digitale.
Su Urban Post si occupa di Cinema.
Lavora come project e content manager.

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