di Stephanie Barone in , ,

Ecografie in gravidanza, quante ne servono? Quando e perché fare la prima visita


 

Quali sono gli appuntamenti a cui non mancare durante la gravidanza? Per la rubrica “L’ostetrica svela che…” la Dottoressa Ostetrica Biologa Noemi Jennifer Colombo ci parla delle ecografie in gravidanza, quali sono necessarie e quali invece superflue.

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Durante tutta la gravidanza, le donne sono chiamate a fare particolari visite ed ecografie per capire se tutto procede bene; a tal proposito per il nuovo appuntamento della rubrica di Urban DonnaL’ostetrica svela che…“, la Dottoressa Ostetrica-Biologa Noemi Jennifer Colombo racconta alle lettrici di UrbanPost quali sono davvero le visite necessarie e quindi estremamente raccomandate dagli specialisti e quali invece sono superflue: ecco tutto quello che dovete sapere.

della Dottoressa Ostetrica-Biologa Noemi Jennifer Colombo

Durante la gravidanza vengono fatte diverse ecografie per “controllare il feto” ma quali sono davvero necessarie e quali invece non hanno alcun significato per la clinica e la sicurezza della gravidanza? In questo e nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio quali sono le ecografie raccomandate e quale scopo hanno.

Le ecografie in generale permettono di osservare le strutture e gli organi all’interno del corpo, da quando sono state introdotte ed utilizzate per controllare la gravidanza hanno permesso di scoprire con sufficiente anticipo molte patologie fetali rendendo possibile programmare ed effettuare un intervento tempestivo ed efficace salvando la vita a molti bambini che in caso contrario sarebbero morti. Come tutte le scoperte importanti però bisogna imparare ad usarle in modo appropriato per non creare un eccessivo accanimento medico e per evitare che vi sia un sproporzionato affidamento alla tecnologia dimenticandosi degli avvisi che il corpo comunica e che spesso anticipano quanto si può scoprire con un esame strumentale. A questo scopo le ecografie andrebbero limitate a quanto raccomandato dalle linee guida.

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Secondo le raccomandazioni sono da fare solo tre ecografie durante la gravidanza, ognuna con uno scopo ben preciso; eccedere con tali esami non ha nessun significato medico, vediamo insieme perché.

La prima ecografia viene fatta verso la fine del primo trimestre entro le 13 settimane di gestazione [W] ma non prima delle 8 W: serve per stabilire la sede, il numero e le dimensioni dell’embrione, controllare la presenza di un battito cardiaco vitale, verificare la corrispondenza delle settimane di gestazione calcolate dall’ultima mestruazione [UM] con le dimensioni del feto (se vi fosse una differenza di 6-7 giorni la data presunta del parto [DPP] verrà modificata in base alla lunghezza del feto e non verrà più cambiata, servirà per controllare la corretta crescita del piccolo alle ecografie successive); infine viene controllata la conformazione di utero ed ovaie. La prima ecografia serve quindi per avere un quadro iniziale e generale della gravidanza, un’ecografia prima di tale epoca non modifica gli esiti della gravidanza, anche perché prima delle 7 W embrione e battito cardiaco fetale [BCF] non si riescono a visualizzare correttamente. Nel caso si stesse verificando un aborto i segni sono perdite di sangue vaginali abbondanti, come da mestruazione, e contrazioni uterine intense e continue, come durante una mestruazione; all’ecografo al massimo si vedrebbe l’assenza di battito e a quel punto comunque non si potrebbe fare nulla.

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Nel prossimo articolo, che uscirà settimana prossima, vedremo quando vengono fatte le successive due ecografie e perché. L’ostetrica risponde anche alle domande delle nostre lettrici, che possono contattarla all’indirizzo mail ostetrica@urbanpost.it.

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