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Elena Ceste news: “Michele Buoninconti vittima processo mediatico”, parla criminologa difesa

Morte Elena Ceste ultime notizie: “Buoniconti è innocente, Elena è morta per cause naturali”, lo ha ribadito la criminologa consulente della difesa di Michele Buoninconti, Ursula Franco, in un’intervista a Le cronache lucane. In attesa che a maggio venga pronunciato il verdetto della Cassazione, l’esperta rimarca quelli che a suo dire sono stati gli errori di questa inchiesta e dei due processi che hanno portato alla ingiusta condanna del vigile del fuoco, marito di Elena, che dal carcere si professa innocente: “All’errore di giudizio dei carabinieri della stazione di Costigliole D’Asti è seguito l’errore della Procura di Asti, dopodiché non hanno funzionato i salvagenti a tutela di un indagato, il GIP si è inspiegabilmente spalmato sulle richieste dell’accusa accogliendo una richiesta d’arresto che non stava né in cielo né in terra e ai giudici del Riesame, nonostante le critiche mosse alla procura, è mancato il coraggio e così Buoninconti si è trovato a dover rispondere di un omicidio mai avvenuto”.

michele buoninconti figli

Per la difesa di Buonicononti, infatti, Elena non sarebbe stata uccisa, il suo deesso sarebbe da ricondurre ad ipotermia causata dalla caduta accidentale nel canale del Rio Mersa, dove la donna andò a finire, mentre la mattina del 24 gennaio 2014 vagava (nuda) nelle campagne vicino casa in preda ad un presunto delirio psicotico.

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Ursula Franco parla apertamente del clamore mediatico che avrebbe danneggiato l’immagine dell’indagato: “La procura, infatti, convinta di avere tra le mani un femminicida, pur non avendo né le prove che fosse stato commesso un omicidio né tanto meno che fosse stato il povero Buoninconti a commetterlo, ha optato per il processo mediatico. La procura di Asti ha fornito alla stampa stralci ad hoc degli atti per creare un mostro che non esiste. Solo i non esperti possono pensare che i giudici non si facciano influenzare dal processo mediatico, la storia insegna, il processo mediatico è stato la causa di un’infinità di errori giudiziari e non solo nel nostro paese”.

La criminologa interpellata su un parere in merito alla sentenza definitiva che arriverà a breve, si è detta pessimista e ha risposto dando un ‘consiglio’ ai giudici della Corte di Cassazione“Dopo le condanne comminate a Buoninconti in primo e secondo grado sulla base del nulla, non mi aspetto niente di buono dalla Cassazione. Una conferma della condanna, con tutto quello che è emerso in questi mesi, non sarebbe che un’ulteriore conferma che la giustizia è malata terminale. Grazie alla consulenza di Giuseppe Dezzani, un coagulo di raccapriccianti errori, il povero Buoninconti è stato condannato a 30 anni”. Poi: “Alla Cassazione vorrei dire: leggete gli atti di indagine non le ordinanze o le motivazioni delle sentenze che sono fondate soltanto su illazioni; leggete le conclusioni dello psichiatra Pirfo, il consulente della Procura di Asti che per primo ha diagnosticato alla Ceste un disturbo psicotico; leggete le conclusioni dei RIS relative alle analisi dei calzini della Ceste, secondo i RIS le macchie presenti sugli stessi sono compatibili con una camminata; leggete le conclusioni delle analisi eseguite dai RIS sulle auto della famiglia Ceste Buoninconti, nessun cadavere è stato trasportato con quelle auto e infine leggete con cura la testimonianza della vicina di casa, Marilena Ceste vide Buoninconti alle 9.00 di fronte a casa sua, come poteva Buoninconti trovarsi in due posti diversi nello stesso momento?”.

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