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Elezioni 2018: 10 domande a Gian Luca Comandini di 10 Volte Meglio [INTERVISTA]

10 Volte Meglio è una delle poche reali novità di questa campagna elettorale. Tra grandi difficoltà ma con l’entusiasmo di chi crede davvero in quello che sta facendo i “ragazzi” di 10 Volte Meglio sono riusciti nell’intento di presentarsi in quasi tutti i collegi per il rinnovo della Camera dei Deputati. Il 4 marzo prossimo troverete quindi sulla scheda elettorale anche il simbolo arancione di questa forza politica che ha fatto di innovazione, competenza e merito le sue parole d’ordine. Con Gian Luca Comandini, classe 1990, imprenditore esperto di comunicazione di straordinaria precocità già apprezzato da molti suoi coetanei e non, cerchiamo di capire qualcosa di più su 10 Volte Meglio ed il suo programma per rendere l’Italia un paese migliore dell’attuale.

Ciao Gian Luca, raccontaci un po’ di te e di “10 volte meglio”: chi sei e chi siete?

«Siamo imprenditori, professori, scienziati e professionisti che hanno deciso di mettere in standby le proprie carriere di successo e ridare indietro a questo paese energie e forza per affrontare i prossimi e delicatissimi 10 anni in cui dovremo decidere se tornare a crescere o fallire del tutto. Io, sono solo un 27enne imprenditore appassionato di innovazione e comunicazione e ho l’incredibile fortuna di essere molto stimato da tanti coetanei pieni di passione e competenze come e più di me.»

Perché fondare un nuovo movimento politico nel 2018?

«Perché è probabilmente l’ultima finestra temporale possibile prima del default. Tra 10 anni avremo robot, iot, ia e blockchain, il resto del mondo lo sa, noi invece non ce ne siamo ancora accorti. O interveniamo ora oppure non saremo competitivi, saremo estinti.»

In sintesi, quali sono i punti cardinali del vostro programma politico?

«Lavoro, merito, innovazione, istruzione, turismo. Pensiamo che il problema principale da risolvere sia la disoccupazione e che si possa risolvere solo e unicamente riformando l’istruzione, modernizzando il turismo e facendoci contaminare totalmente dall’innovazione tecnologica che sta facendo crescere anche i paesi del terzo mondo. Tutto questo deve avere alla base persone di competenze e merito. Oltre che onestà che da sola non basta.»

Per una nuova forza politica non presente in Parlamento è molto difficile raccogliere firme per presentarsi alle elezioni. Dove sarà possibile votarvi?

«Sì infatti ci davano per spacciati prima ancora di iniziare invece ce l’abbiamo fatta a raccogliere le firme quindi il 4 marzo sarà possibile votarci! E le abbiamo raccolte in solo due weekend.»

Perché dovremmo votarvi, in cosa vi differenziate dagli altri partiti in corsa per il governo del Paese? Insomma, siete davvero “10 volte meglio” degli altri?

«Un’unica enorme differenza: COMPETENZE. Siamo personalità ed eccellenze, ognuno nel suo campo, del calibro di: Andrea Dusi, Stefano Benedikter, Lucio Gomiero, Piera Levi-Montalcini, Flavia Bustreo, Davide Venturelli, Edoardo Colombo, e centinaia di uomini e donne che hanno risolto infiniti problemi nelle proprie carriere e si sono fatti riconoscere per meriti e competenze nel proprio campo, spesso rivoluzionandolo. Solo persone così possono davvero rendere questo paese 10 volte meglio e o lo capiamo in fretta, condividendo tutti insieme le nostre competenze e guardando a lungo termine a 10-15 anni, oppure il futuro ci travolgerà senza lasciare superstiti.»

Quanto è importante per voi la vicinanza ai cittadini?

«Molto, è tutto. Infatti nonostante il poco tempo siamo impegnati in ogni comune, anche i più piccoli, con eventi sul territorio e “porta a porta” per far conoscere le nostre facce. Metterci la faccia è la cosa più importante.»

Considerato il vissuto dei fondatori di “10 volte meglio”, non pensate che le nuove tecnologie a volte allontanino più che avvicinare “governanti e governati”? Come recuperare davvero un dialogo “non virtuale” con i cittadini?

«E’ necessario recuperare questo legame e farlo subito. Se la situazione in Italia è così drammatica è proprio perché governati e governati non parlano la stessa lingua e soprattutto non parlano la lingua del 2018. Il resto del mondo la sta parlando o la sta almeno imparando, dobbiamo svegliarci e subito! Anche e soprattutto insegnando bilinguismo, coding, blockchain fin dalla scuola materna ai nostri bimbi che domani governeranno.»

A tuo avviso, qual è la qualità irrinunciabile per un politico che entra in Parlamento per la prima volta nel 2018?

«Competenza, onestà e “giving back”. Un politico ideale oltre ad essere onesto deve essere competente e avere l’umiltà di parlare e decidere solo per ciò che ha studiato e che conosce con esperienza, nient’altro. E deve essere in grado di ridare indietro alla sua terra ciò che studio, lavoro, impegno e Dio gli hanno donato nella vita.»

So che qualcuno ha parlato di te come “possibile” Ministro o Sottosegretario all’Innovazione: se potessi lavorare in questo dicastero, quali sarebbero i tuoi primi provvedimenti?

«Senza dubbio due immediate urgenze:

  • Startup: Un fondo da almeno 3 miliardi, ma prima ancora regole chiare e concrete per l’ecosistema delle startup. Siamo pieni di startuppari abbandonati a se stessi, senza regole, senza agevolazioni e poi le exit avvengono all’estero. Non va bene, a tal proposito ottima la strada tracciata da Gianmarco Carnovale con lo startupact (www.startupact.it) che personalmente ho sottoscritto;
  • Blockchain: Possiamo e dobbiamo essere tra i primi Paesi al mondo a cavalcare questa tecnologia che senza dubbio sarà più epocale di internet stesso. Per questo motivo serve urgentemente una task force di esperti che studi la tecnologia e tracci delle linee guida per utilizzarla in ogni settore e campo di applicazione e, infine, per aprire nel nostro paese una vera e propria Fintech Valley.»

Infine, un messaggio agli elettori, come se si votasse domattina.

«Domattina non dovete votare per voi o per chissà quale assurda promessa che sistematicamente non verrà mantenuta dopodomani. Dovete votare per i vostri figli e i vostri nipoti, perché sono anni che votate il “meno peggio” o non votate proprio e questo significa sputare sulla democrazia e rifiutarvi di fare qualcosa per cambiare il futuro dei vostri figli. Ormai il passato e il presente ce lo siamo giocato, l’ultima possibilità che ci resta è riportare al centro le competenze oggi per poter essere di nuovo competitivi tra 10 anni.»

Tutti gli articoli sulle Elezioni Politiche del 4 marzo 2018

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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